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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Voto di fiducia, project e piano Usl. Gia depositati 18 progetti di legge. Zaia primo firmatario di una valanga di riforme per dare un’impronta alla legislatura. Ecco i suoi obiettivi
    Notizie ed Approfondimenti

    Voto di fiducia, project e piano Usl. Gia depositati 18 progetti di legge. Zaia primo firmatario di una valanga di riforme per dare un’impronta alla legislatura. Ecco i suoi obiettivi

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche30 Giugno 2015Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Chi conosce le liturgie del Palazzo sa bene che aver depositato un progetto di legge in consiglio, all’atto pratico, significa poco o nulla, perché solo negli ultimi 5 anni sono state decine i «pdl» desaparecidos , misteriosamente inghiottii da quel buco nero che sanno essere le commissioni (ne citiamo un paio per tutti: la legge «Antonini» sul federalismo e la legge «Zorzato» contro il consumo del suolo), e il solo fatto di aver presentato un testo non significa che questo verrà approvato dall’aula, diventando davvero efficace «per il bene dei veneti».

    Detto della sostanza, resta comunque in piedi la forma e non c’è dubbio che la decisione del governatore Luca Zaia di presentare come primo firmatario, all’inizio della legislatura,la bellezza di 18 progetti di legge sia il segnale di una ferma volontà da un lato di tracciare una road map chiara delle priorità del mandato, dall’altro di richiamare i consiglieri ad una velocità e ad un pragmatismo non a caso evidenziati nel giorno della sua elezione anche dal presidente dell’assemblea Roberto Ciambetti. Zaia, d’altronde, l’ha detto e ripetuto fino allo sfinimento in campagna elettorale: «Non ammetto liberi pensatori o divagazioni sul tema, il programma è quello e chi si è candidato nelle mie liste si è impegnato a realizzarlo. A Palazzo Ferro voglio gente fidata, pancia a terra».

    La prima mission a cui è chiamata la pattuglia del governatore è dunque l’introduzione nello Statuto della questione di fiducia, sull’esempio del parlamento, strumento indispensabile a Zaia per garantire la tenuta della maggioranza, risicata a tal punto da poter contare su 4 soli consiglieri in più rispetto alla minoranza (3 forzisti e un fratello d’Italia e il gioco è fatto): la minaccia di andare tutti a casa può contribuire a rinsaldare le fila nei momenti di difficoltà. Segue un nutrito pacchetto dedicato ai «costi della politica», scritto ma non ancora depositato «per rispetto verso il consiglio che è giusto si confronti sull’argomento» ha precisato Zaia, su cui è facile immaginare una convergenza dell’opposizione (specie i Cinque Stelle): si va dalla proposta di legge costituzionale per l’abrogazione retroattiva dei vitalizi alla cancellazione dell’assegno di fine mandato. A seguire, la promessa che il neo assessore al Bilancio Gianluca Forcolin rimetterà subito mano all’ultimo bilancio, cancellando il «maxi emendamento mancia» che alla vigilia del voto frantumò 53 milioni di euro in una miriade di (utili?) interventi nei collegi elettorali. Un testo scritto in un clima da «mercato delle vacche» che Zaia si è premurato di far sapere ieri non aver condiviso «per nulla». Chissà che ne pensano gli elettori che magari proprio sulla base di quelle promesse hanno orientato la loro preferenza.

    Verrà ripescata dal cassetto polveroso in cui è stata riposta la legge sul contenimento del consumo del suolo, con la previsione di fermare per 2 anni i nuovi insediamenti previsti dai Prg e dai Pat ma non ancora attuati (la cosidetta «moratoria sul cemento»), ed una revisione radicale dei project financing, tanto quelli commerciali quanto quelli infrastrutturali (si veda alla voce Nuova Valsugana): «In considerazione delle mutate condizioni macroeconomiche e di mercato che caratterizzano il territorio regionale, e delle note vicende giudiziarie emerse nell’ultimo anno e mezzo, si fissano delle procedure di “revisione” con rigide verifiche sotto l’aspetto sia della sostenibilità finanziaria che dell’attualità del pubblico interesse alla realizzazione» si legge nella relazione.

    Curiosa l’attivazione del fondo regionale per il patrocinio legale gratuito a beneficio dei cittadini vittima della criminalità. Par di capire che chi dovesse essere rapinato, e non potesse pagarsi un avvocato, un domani potrà bussare alla porta di Palazzo Balbi, norma evidentemente ispirata all’esperienza del benzinaio vicentino Graziano Stacchio, che uccise un rapinatore finendo poi indagato. Sul fronte del lavoro viene riproposto il «contratto regionale di attività» a suo tempo messo a punto dal think tank della Lega, esperimento su scala regionale di welfare to work e flexsecurity, mentre sul fronte dei risparmi si stabilisce il blocco delle nomine, con relativo commissariamento, delle società partecipate considerate inutili e in via di chiusura.

    Infine, la sanità. Qui il progetto di legge depositato riprende molte proposte già annunciate da Zaia in campagna elettorale, dalla creazione dell’Azienda «zero» (avrà sede a Padova, nel palazzo ex Inail dell’Arcella subito dietro la stazione) alla riduzione delle Usl ad una per provincia, passando per l’abbattimento delle liste d’attesa. Una rivoluzione copernicana, sempre che non venga inghiottita dal buco nero del Ferro Fini.

    Il Corriere del Veneto – 30 giugno 2015 

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