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West Nile, meno zanzare ma più insetti positivi. Sale il tasso di positività negli insetti catturati in Pianura Padana. Per una prevenzione capillare il riferimento è quello di una sorveglianza integrata

Il virus della West Nile è tornato. Anche quest’anno. E, secondo le evidenze pubblicate dall’IZSVe, anche se siamo ancora a metà luglio (ovvero a metà stagione) il tasso di positività per WNV in zanzare catturate in tutta l’area della Pianura Padana è elevato. Basti pensare che ad oggi il numero di pool di zanzare positivi è pari alla totalità di quelli trovati durante tutto il 2021Il virus, quindi, circola ampiamente, come dimostrano i vari casi di positività fra gli uccelli. Per fortuna, però, il numero complessivo di insetti circolanti è inferiore ai numeri registrati lo scorso anno e nel 2018. E questo grazie al periodo estremamente siccitoso, che ha prosciugato tantissime aree paludose e acquitrinose, habitat ideale per la riproduzione delle zanzare.    Sul fronte della prevenzione, si dispone attualmente di un sistema di sorveglianza integrata su tutto il territorio nazionale, descritto nel Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025. In aggiunta, la Regione del Veneto ha istituito piani regionali che definiscono le attività sanitarie di Aziende ULSS, Comuni e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), nei rispettivi settori medico e veterinario, comprese quelle di controllo ordinario e straordinario delle zanzare. Per quanto poi attiene alla protezione di specifiche specie, l’IZSVe suggerisce di coprire con zanzariere le voliere all’aperto e ricorda la possibilità di ricorrere al vaccino per gli equidi.

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