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West Nile, è allarme. Le accuse: «Disinfestazione inefficace, prevenzione scarsa. E manca un coordinamento sanitario»

zanzawnddi Marina Lucchin, dal Gazzettino di Rovigo. Disinfestazione poco efficace contro le zanzare. Questo innanzitutto il rilievo che la consigliera regionale Patrizia Bartelle muove alla Regione, colpevole secondo lei di non coordinare le politiche sanitarie. Quest’anno la West Nile in Polesine ha già contagiato due anziani. Il consigliere comunale di Rovigo Antonio Rossini invece tira in ballo anche la polizia locale chiedendo maggiori controlli per accertare che le ordinanze emesse dai sindaci vengano puntualmente applicate. «II virus West Nile è diventato endemico in Polesine, ma non è sufficiente emettere un’ordinanza se non se ne verifica l’applicazione». Il consigliere tosiano Antonio Rossini si dice preoccupato per la situazione nel capoluogo. «Il direttore generale Ulss 18 Antonio Compostella ha evidenziato l’importanza degli interventi di disinfestazione per la salute dei cittadini, in compenso a Rovigo, abbiamo topi e scarafaggi che corrono tra i documenti e gli uffici della polizia municipale e, a tutt’oggi, non ci sono le risorse per una disinfestazione nella città».

E con le zanzare non va meglio: «ora più che mai vi è una vera e propria emergenza, legata alle infezioni provocate dalle punture. In particolare, le zanzare tigre sono responsabili della trasmissione all’uomo di numerose malattie, come l’infezione West Nile che probabilmente inizia a colpire anche nella nostra provincia, dove forse si è registrato il primo caso con alto rischio per la salute pubblica. Proprio per questo, ho presentato un’interpellanza che mira a venire a conoscenza, visto la gravita dell’infezione, se vi sia, da parte dell’amministrazione di Palazzo Nodari, un’attenta e rigida applicazione dell’Ordinanza emessa dal sindaco e conseguente controllo».

Rossini evidenzia anche che nel territorio rodigino «vi sono terreni incolti ricoperti da una folta vegetazione spontanea, rovi e arbusti, nonché aree, deposito di materiale di risulta e di rifiuti eterogenei, tali da provocare per incuria, seri problemi di igiene, dando atto alla proliferazione di zanzare, ratti e di animali nocivi di ogni specie». Il consigliere vuole sapere dal sindaco Massimo Bergamin più dettagli: «Dall’entrata in vigore dell’ordinanza a tutt’oggi, quanti interventi della Polizia Locale vi sono stati per la verifica della corretta applicazione dell’ordinanza? Quali sono stati i risultati, a tutt’oggi, in termini di aree visitate e rilievi di mancata ottemperanza? Quali sono stati i risultati, a tutt’oggi, in termini di numero di sanzioni ed importo complessivo delle stesse?».

BARTELLE (M5S): «Disinfestazione non efficace e assenza di coordinamento»

Nutrie e West Nile: due questioni lontane ma solo in apparenza per Patrizia Bartelle che ritorna su entrambe le vicende attaccando con forza la Regione. “Sono emergenze legate tra loro da un filo in comune – rileva la consigliera del Movimento Cinque Stelle – e mi riferisco al fatto che si tratta di animali nocivi, nel caso delle nutrie pure un pericolo per la tenuta di argini e tratti stradali che vi si affacciano. La domanda che non posso non pormi è la seguente: di fronte a problemi gravi, non nuovi e quanto mai attuali, cosa sta facendo e cosa ha intenzione di fare la Regione?”.

La Bartelle argomenta ulteriormente il suo ragionamento: “Parlando di West Nile non possiamo non sottolineare come, pur trattandosi di una questione non prettamente locale, in Veneto e in particolare nel nostro Polesine, terra umida dove le zanzare proliferano con maggior facilità, non ci si possa nascondere dietro a un dito. Le notizie dei nuovi casi segnalati in questi giorni – incalza – ci dicono di una disinfestazione svolta in maniera non efficace e la cosa stupisce e sconcerta perchè non averlo previsto in anticipo dimostra scarsa lungimiranza. Ieri erano le zanzare tigre, oggi parliamo di West Nile e domani? Di certo, continuando su questa linea salterà fuori qualcos’altro con l’unica costante rappresentata dall’assenza colpevole di chi dovrebbe invece coordinare le politiche sanitarie a monte…”.

Anche sul fronte nutrie la consigliera regionale pentastellata non le manda certo a dire. “Come rimarcato recentemente dai vertici provinciali dei consorzi di bonifica – spiega – siamo di fronte ad una vera e propria piaga, non solo potenziale veicolo di malattie ma problema di sicurezza per la tenuta di argini e strade. E Palazzo Balbi? Al di là di una legge senza capo nè coda e qualche sparata isolata da parte di quella maggioranza che sostiene l’esecutivo e che incita a sterminare questi animali strizzando l’occhio ai cacciatori, manca una visione generale del problema oltre a soluzioni alternative che risultino definitive per l’eradicazione e la disinfestazione. Insomma, un film già visto: in Laguna siamo ancora alle solite…”.

Il Gazzettino – 19 agosto 2016 

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