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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»West Nile, secondo decesso in Veneto. Cinque casi autoctoni confermati
    Rassegna Stampa

    West Nile, secondo decesso in Veneto. Cinque casi autoctoni confermati

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati30 Luglio 2024Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Un 86enne è deceduto a Schiavonia, in provincia di Padova, portando a due il numero delle vittime da virus West Nile registrate in Italia quest’anno, mentre si contano altri nuovi casi autoctoni tra Veneto e Puglia

    Un paziente di 86 anni, residente a Candiana (Padova), è morto all’ospedale di Schiavonia, dopo essere risulto positivo al virus West Nile. Si tratta del secondo decesso in Italia del 2024, dopo quello registrato a Pordenone due settimane fa. La vittima era stata ricoverata nel reparto di rianimazione a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni. Il Veneto è la regione più colpita dal virus, con quattro casi autoctoni confermati, mentre un nuovo caso è stato registrato a Trani, in Puglia.

    Il caso di Schiavona

    Un paziente di 86 anni positivo al virus West Nile è morto all’Ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova. L’anziano, residente a Candiana, si trovava nel reparto di rianimazione a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni. Si tratta del secondo decesso in Italia dall’inizio dell’anno provocato dall’infezione trasmessa dalle zanzare, che nelle forme peggiori evolve in gravi encefaliti.
    Il Veneto è la regione che da tempo registra il maggior numero di contagi da West Nile; i pazienti sono quasi sempre anziani, già fragili o immunodepressi. In questo momento vi sarebbero altri tre pazienti ricoverati in Veneto con una diagnosi di West Nile.

    Le raccomandazioni di Zaia

    Sulla vicenda è intervenuto il Presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha dichiarato: “Senza allarmismi, ma è bene prestare maggiore attenzione alla diffusione delle malattie estive, penso soprattutto alla West Nile, la febbre tropicale che si diffonde con le punture delle zanzare. Nei fisici più deboli può essere molto pericolosa. I nostri esperti hanno identificato focolai di zanzare infette nelle province di Rovigo, Venezia e Padova. È possibile, quindi, che i casi di West Nile aumentino. Il messaggio che deve passare, a tutela soprattutto di persone anziane, fragili e immunodepresse, è che è necessario proteggerci con repellenti e proteggere le nostre case attraverso zanzariere e misure di protezione. All’aperto, in particolare, ma anche in casa e nei contesti domestici è fondamentale limitare le punture da parte delle zanzare. Faccio un appello anche agli enti locali. Serve attuare e rafforzare tutte le misure di disinfestazione concordate con la propria Azienda Ulss di riferimento. Mi rivolgo ai cittadini: dobbiamo impegnarci anche nelle proprietà private a prestare massima attenzione, facendo sì che negli spazi privati si attuino le misure di disinfestazione”.

    Altri casi in Italia

    I casi umani autoctoni finora intercettati dalle autorità sanitarie sono cinque, quattro in Veneto e uno in Puglia. L’ultimo è un uomo 64enne che è stato contagiato a Trani, ed è ora ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Bisceglie. Il paziente è in condizioni stabili, vigile e collaborante, ha assicurato l’Asl Bat.
    Subito dopo l’accertamento della sua positività, il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ha firmato un’ordinanza contenente una serie di prescrizioni e indicazioni per la sorveglianza e prevenzione dell’infezione. Le sue condizioni, dopo febbre e astenia, sarebbero in miglioramento.
    “L’ordinanza è immediatamente eseguibile e resterà in vigore sino a cessata e comunicata emergenza da parte dell’Asl Bat” si legge in una nota dell’ente che ha delegato l’Amiu, società che si occupa di igiene urbana, ad avviare “urgentemente ulteriori trattamenti larvicidi e adulticidi rispetto a quelli già previsti”.
    Tra i quattro casi del Veneto, invece, sono state registrate una febbre in provincia di Treviso e tre forme neuroinvasive in provincia di Padova. “Questi ultimi tre casi riguardano pazienti di età tra 60 e 86 anni, di cui uno con patologia pregressa” riferisce il bollettino regionale.

    I virus in circolazione

    Intanto, un ulteriore allarme sanitario è scattato anche in provincia di Vicenza per un caso di virus Zika in un uomo residente a Mussolente, Comune del comprensorio bassanese. Ne ha dato notizia l’Ulss 7 Pedemontana, precisando che la persona in questione ha contratto il virus durante un viaggio all’estero, in un Paese dove è endemico. L’uomo è attualmente ricoverato sotto osservazione nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Bassano del Grappa, dove si era recato con febbre e sintomi compatibili con l’infezione da virus Zika, poi accertato con le analisi. Alla luce dei possibili rischi è stata predisposta la disinfestazione secondo le linee guida regionali, in accordo con l’amministrazione comunale.
    Dal primo gennaio scorso al 26 luglio non si sono verificati casi autoctoni di febbre Dengue, Chikungunya o Zika virus e Usutu virus, mentre sono stati invece notificati 22 casi di encefalite trasmessa da zecca (Tbe), di cui 17 autoctoni e cinque da fuori regione. Tra le malattie trasmesse da flebotomi, infine, sono stati confermati tre casi di infezione da Toscana virus, di cui due autoctoni.

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