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West Nile, sette casi in Veneto quest’estate. La diffusione di altri virus nella regione: due malati di Zika certificati dal laboratorio di Padova

Non solo malaria. Le zanzare sono vettori di altre malattie dai nomi esotici con le quali gli italiani hanno imparato a misurarsi nel corso degli ultimi anni: si tratta di West Nile, Zika, Dengue, Chikungunia.

Il Veneto è una tra le regioni più colpite d’Italia dalla “febbre del Nilo”, endemica nel territorio. Su 31 casi umani rilevati da fine giugno a mercoledì scorso, ben sette sono stati registrati nell’area e tre di essi nella forma più grave che è quella neuro invasiva. I dati sono del ministero della Sanità, ma gli addetti ai lavori non escludono un numero anche superiore rispetto a quello certificato. La malattia aveva colpito in Veneto all’inizio del Duemila, ora si è ripresentata sotto altra forma.

Il professor Giorgio Palù, presidente della Società Europea di Virologia e direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, tiene costantemente monitorata la presenza dei virus nella regione: «Il lignaggio del West Nile oggi è diverso: quello precedente proveniva dal bacino del Mediterraneo mentre ora arriva dall’Europa dell’Est». La pericolosità è comunque la stessa di allora: «Nell’80% dei casi il West Nile è asintomatico mentre nell’1-5% dei casi provoca encefalite. La restante percentuale riguarda casi che si manifestano con febbre», chiarisce Palù.

Secondo il report del ministero della Sanità, in Veneto ci sono stati dall’inizio dell’estate tre malati gravi, tre con febbre e uno il cui virus è stato individuato nel sangue (è un donatore). Le province interessate dalla presenza della “febbre del Nilo” sono Treviso, Venezia e Rovigo; l’età dei malati supera i 65 anni. Il virus colpisce anche il mondo animale, i cavalli in particolare: 17 i casi in Veneto da giugno, di cui sette a Padova, tre a Venezia e sette a Rovigo.

Altra malattia virale trasmessa dalle zanzare è Zika: due i malati certificati dal laboratorio di virologia proprio giovedì scorso in Veneto. In entrambi i casi si tratta di patologie importate, le persone sono state punte all’estero e non da zanzare “nostrane”.

Tra le malattie più gravi che hanno come vettore le zanzare c’è poi la Dengue, anch’essa d’importazione: una decina i casi complessivamente rilevati in Veneto (500 milioni i soggetti colpiti nel mondo) di cui uno proprio in questi giorni a Rossano Veneto. La persona è stata infettata durante un viaggio in India ed è ora in cura all’ospedale Negrar di Verona.

Non interessa il Veneto, ma ha colpito massicciamente la riviera romagnola tra il 2006 e il 2007, invece, la Chikungunya, ricomparsa ad agosto ad Anzio, nel Lazio. La malattia, che si manifesta con febbre e reumatismi, ha messo a letto tre persone nessuna delle quali era stata all’estero durante il presunto periodo del contagio. (s.t.)

Il Mattino di Padova – 9 settembre 2017

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