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Zaia: «Asl, regole e costi uguali per tutti. Nei controlli sanitari si usino buonsenso e cortesia. Non c’è l’Inquisizione qui»

zaia-topIl governatore Luca Zaia, nelle dichiarazioni al Gazzettino che riportiamo di seguito, ha il merito di sollevare alcune problematiche condivisibili che forse avrebbero bisogno di un approccio più organico e generale. In un articolo che parte dalla necessità di un coordinamento in sanità e di uno snellimento della burocrazia, il presidente del Veneto arriva infine ad affrontare il tema dei controlli di ‘igiene’. Sulla necessità di un coordinamento in sanità Zaia ci trova più che mai d’accordo: abbiamo denunciato proprio in questi giorni il consolidamento di 21 modelli diversi di prevenzione nelle Asl frutto dell’applicazione della Dgr 975! Quanto ai controlli Zaia dice che chi li fa deve sempre improntare i propri interventi alla cortesia e alla buona educazione. Niente di più giusto.

Quanto al merito delle contestazioni (non siamo l’Inquisizione, afferma il governatore) va detto che i servizi ispettivi delle Asl si muovono in una stratificazione di norme e una sovrapposizione di organi di polizia giudiziaria che controllano e che si accavallano. Se la legge prevede la contestazione di un’irregolarità come fa chi la rileva a non applicarla, anche se è meramente burocratica? Mai come in questo periodo di difficoltà economiche il personale del Dipartimento di prevenzione (prevenzione non repressione!) si rende conto di come sarebbe per certi versi saggio farsi guidare dal buonsenso… Ma comportarsi secondo saggezza potrebbe prefigurare un comportamento omissivo da parte del controllore, che è pur sempre un ufficiale di polizia giudiziaria… E allora? Una cosa è certa: quelli che Zaia accenna sono aspetti che forse varrebbe la pena che anche la classe politica approfondisse. (a cura di Roberto Poggiani)

L’articolo del Gazzettino dell’8 settembre

“Coordinatevi”. Non importa se ancora non avete nominato un vostro responsabile, la sanità è una. Uguale per tutti. Non è giusto che ci siano Asl che fanno un certificato che dura un anno e chiedono 12 euro, altre due anni e costa 26. Uffici Spisal con orari diversi, per la stessa pratica occorrono documenti differenti e tempi altrettanto diversi. Asl che sono pronte a partire con gli ospedali di notte, altre no. Così non funziona: la sanità è una e regionale e tutti si devono coordinare. Alza i toni il governatore del Veneto Luca Zaia e lo fa rivolgendosi alla sua squadra. Quei direttori generali nominali alla fine dello scorso anno e ai quali ha dato un mandato non certo facile: portare in porto una barca che ha 94mila dipendenti e eroga milioni di prestazioni ogni anno. E prestazioni di qualità, ma se non ci si coordina, tutto è vanificato”.

“Abbiamo messo in piedi delle strategie, penso all’ospedale di notte, che sono innovative. Lo stesso presidente Napolitano si è complimentato con noi per l’iniziativa – spiega -. E questo è un successo di tutta la squadra, l’assessore Coletto in primis, medici, infermieri, amministrativi, componenti sindacali che hanno dimostrato collaborazione. Non possiamo poi cadere su cose banali”.

Quelle della sburocratizzazione e della cortesia sono per Zaia un punto irrinunciabile, tanto che mandato già ferreo dei direttori generali ha aggiunto un carico da novanta. A ottobre si aprono le frontiere, i pazienti si possono muovere e scegliere dove farsi curare. Non si deve essere impreparati: è un cambiamento culturale. “Far lavorare le macchine per la diagnostica di notte significa utilizzarle di più, doverle cambiare più spesso e quindi averle sempre nuove e all’avanguardia- dice il presidente Zaia – Ma soprattutto consentire agli utenti di entrare in un ospedale non congestionato, nelle ore che preferiscono, con parcheggi liberi e poco traffico”.

Ma lo scoglio è anche un altro. Si chiama cortesia e in una riunione con i direttori generali il governatore l’ha buttata sul tavolo come priorità. Il messaggio era per tutto il personale della sanità, ma ha toccato in modo particolare i controlli di igiene.

“Premesso che il problema è la mela marcia che inficia il lavoro di un comparto virtuoso – aggiunge Zaia – ho chiesto ai direttori di alzare il livello di attenzione. I controlli si devono fare e si devono rispettare, ma con cortesia e professionalità”. E cita gli esempi di “mala cortesia”, un termine che va di pari passo con la malasanità: 73 anni, magazzino di ortofrutta da generazioni, multato perché parcheggia la sua Graziella nel capannone. O ancora 74 anni, vecchio panificatore in un paesino della provincia, multato perché ha una scrivania in uno stanzone dove tiene la farina. “Ho chiesto buon senso – conclude – ci si deve presentare con cortesia, professionalità, mostrando il tesserino e lasciando a chi viene controllato tutto il tempo di rispondere. Non è un tribunale di inquisizione”. Insomma una virata. Dopo il sospiro di sollievo per aver chiuso il bilancio in attivo e per aver ottenuto da Roma i soldi per cominciare a pagare le imprese, la sanità deve conquistare la dimensione umana. E da questo mese riunione mensile puramente tecnica per tutti i dg con ordine del giorno e segretario generale Domenico Mantoan. Un inizio.

Daniela Boresi – Il Gazzettino – 8 settembre 2013 

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