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Zaia: «Liste d’attesa, Dg licenziabili per contratto se sforano i tempi». E apre il fronte della libera professione dei medici

1a1a1_0a00amanager_licenziatoIl rispetto dei tempi per le liste di attesa diventerà determinante per l’interruzione o la prosecuzione del mandato di un direttore generale di Usl, insieme ad altri parametri di qualità. La novità sarà contenuta nei nuovi contratti che i dg delle aziende sanitarie venete sottoscriveranno a partire dal 2013. Ad annunciarlo è il presidente della Regione, Luca Zaia, dopo la bufera nata intorno all’ospedale di Montebelluna dove una donna si è vista prenotare una mammografia clinico strumentale nel 2015. Caso segnalato in prima battuta dallo stesso Zaia nella sua pagina web. «Adesso scateno l’inferno!», aveva scritto il governatore. E “l’inferno”, se così si può dire, parte proprio dai contratti.

«Sulle liste di attesa, per quanto riguarda i contratti, ho già dato mandato ai legali di prevedere sanzioni fino al licenziamento se i direttori non rispetteranno i parametri che decideremo», dice «Di contro, per chi farà bene il proprio lavoro potranno esserci premi». Insomma, la stretta parte dal prossimo anno e, al momento, anche il direttore generale dell’Usl 8 (che include Montebelluna), Renato Mason, non finisce nelle forche caudine del presidente. «E’ bravo», dice, «L’Usl 8 è virtuosa. Ma è successa una cosa anomala che necessita di essere approfondita». Il governatore smentisce di aver voluto sollevare il caso per calcoli politici, così come insinuato dai sindacati. «Sarei un disgraziato e farei del male ai cittadini». Un’uscita, quella di Zaia, che accende i riflettori su una partita importante per la sanità veneta.

I mandati dei direttori generali delle Usl sono in scadenza, ed entro il 31 dicembre il presidente deve nominare i nuovi vertici. «Ho 277 curricola, li ho consegnati a una società di cacciatori di teste perché facciano una valutazione oggettiva sui dati. Le scelte sono una mia competenza, sono io che devo rispondere ai cittadini».

«Altro fronte è l’analisi severa da dove nasce una lista d’attesa. – continua Zaia aprendo un fronte di non poco conto -. La legge dice che i medici prima di fare la libera professione devono aver evaso la lista d’attesa, quindi verificheremo dove s’inceppa il meccanismo per mettere in luce se ci sono comportamenti scorretti e attivare i correttivi dovuti». Concetto che tradotto tecnicamente significa: controlli sulle libere professioni per verificare se alcune liste chilometriche siano legate ad una cattiva gestione delle visite piuttosto che ad una carenza di personale, o ancora di dotazione strumentale. E in quest’ultimo caso saranno quei 70 milioni a venire a soccorso della sanità veneta.

Il Mattino di Padova e Gazzettino – 21 ottobre 2012

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