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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Zanoni (PD): “Bene la Commissione d’inchiesta sui Pfas: chi ha inquinato deve pagare. Un principio semplice sancito dalla Ue”
    Notizie ed Approfondimenti

    Zanoni (PD): “Bene la Commissione d’inchiesta sui Pfas: chi ha inquinato deve pagare. Un principio semplice sancito dalla Ue”

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati16 Maggio 2017Nessun commento2 Minuti di lettura
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    “Chi inquina paga. Un principio semplice e sacrosanto sancito dall’Unione Europea e che la Regione dovrebbe fare proprio”. Questo il primo commento del consigliere del PD Andrea Zanoni a proposito della Commissione di inchiesta sulle acque inquinate da Pfas che oggi ha avuto il via libera all’unanimità dall’aula di Palazzo Ferro Fini.

    “L’assessore Bottacin, citando i dati di Arpav, ha parlato di circa 500 milioni di spese per interventi già attuati e ancora in corso a causa dell’inquinamento, sottolineando come la Regione sia la prima ‘della classe’ in Italia per le risposte date – prosegue Zanoni, intervenuto in Consiglio a nome del Partito Democratico – Si è dimenticato di dire che siamo, purtroppo, in testa anche per superficie e popolazione interessate, numero di Comuni, Province e acquedotti coinvolti. È un caso che per dimensioni non ha pari al mondo, superiore a quello della Du Pont negli Stati Uniti. E la multinazionale della chimica è stata costretta a pagare per l’inquinamento della valle del fiume Ohio”.

    “I veneti non possono subire un danno doppio, prima alla salute e poi al portafogli. Risarcire il costo sanitario e ambientale è il minimo, indipendentemente dall’importo, e la Commissione deve fare il possibile affinché la Regione chieda i danni e i responsabili paghino. Finora, invece, è toccato solo agli enti pubblici, Regione, consorzi acquedottistici e Stato ovvero ai contribuenti, molti dei quali sono però vittime della contaminazione. Un vero e proprio paradosso per migliaia di persone – conclude Zanoni – che si trovano a pagare due volte il conto, in salute e in denaro”.

    15 maggio 2017

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    Cristina Fortunati
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