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Zika e altre arbovirosi, circolare del Ministero. Nel 2016 in Italia importati 37 casi Zika, 44 Dengue e 7 Chikungunya

zika e altriIndividuate tre aree con livelli di rischio diversi. L’area di tipo A indica infatti presenza del vettore, in assenza di casi importati o autoctoni, l’area di tipo B: presenza del vettore e uno o più casi d’importazione di febbre da virus Chikungunya, Dengue o Zika, l’area di tipo C: presenza del vettore e casi autoctoni isolati o focolai epidemici di febbre da virus Chikungunya, Dengue o Zika. La sorveglianza dei casi importati di malattia da virus Chikungunya, Dengue e Zika si estende per tutto l’anno. Tuttavia, nel periodo di maggiore attività vettoriale (giugno-ottobre) il sistema di sorveglianza deve essere potenziato (in termini di tempestività e sensibilità) su tutto il territorio nazionale, per permettere l’identificazione rapida dei casi, ai fini dell’adozione immediata delle necessarie misure di controllo per ridurre il rischio di trasmissione. A questo riguardo il Ministero della Salute ha emesso la Circolare del 16 giugno “Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika 2016”

In base alla circolare, dal 1 giugno al 31 ottobre, va posta particolare attenzione all’identificazione tempestiva dei casi importati (soggetti che rispondono ai criteri clinici ed epidemiologici delle definizioni di caso, ma anche all’individuazione di persone con criteri clinici compatibili, ma che non hanno viaggiato in paesi endemici, per poter riconoscere casi e focolai epidemici autoctoni (due o più casi insorti nell’arco temporale di 30 giorni in una area territoriale ristretta).

Le Regioni e i Comuni sono responsabili di effettuare tempestivamente le attività per il controllo delle zanzare invasive (appartenenti al genere Aedes, “zanzara tigre”), applicando le raccomandazioni riportate nella circolare. I protocolli seguono schemi diversi a seconda dell’entità del rischio. Infatti la presenza e la densità del vettore e la relativa possibilità di casi di arbovirosi, delineano tre situazioni con livelli di rischio diversi.

L’area di tipo A indica infatti presenza del vettore, in assenza di casi importati o autoctoni; questa tipologia caratterizza oggi gran parte dei centri abitati del paese. L’area di tipo B: presenza del vettore e uno o più casi d’importazione di febbre da virus Chikungunya, Dengue o Zika. L’area di tipo C: presenza del vettore e casi autoctoni isolati o focolai epidemici di febbre da virus Chikungunya, Dengue o Zika.

In Europa, dopo l’epidemia di Chikungunya verificatasi nel 2007 in Italia (con 217 casi confermati, prevalentemente nelle aree di Ravenna e Cesena), sono stati segnalati casi autoctoni sporadici di Dengue e Chikungunya in Francia, Croazia e nell’isola di Madera in Portogallo. In Italia, dal 2007 non sono più stati segnalati casi autoctoni, ma solo casi importati.

A partire dal 2013, sono stati registrati focolai epidemici di virus Zika nelle isole del Pacifico (Polinesia francese – dove si è registrato il focolaio più esteso, Nuova Caledonia e Isole Cook). Nel maggio 2015 la Organizzazione Panamericana della salute (OPS) ha segnalato un’epidemia da virus Zika in Brasile, che, da quel momento, ha iniziato a diffondersi in altre zone del Sud e Centro America. Il 1 febbraio 2016, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sentito il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI 2005), ha dichiarato che il recente cluster di casi di microcefalia e altri disordini neurologici potenzialmente associati al virus Zika riportati dal Brasile e dalla Polinesia francese, costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Al momento non si registrano in Europa focolai autoctoni di virus Zika, ma vengono descritti casi di infezione in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche e casi sporadici di trasmissione sessuale autoctona (Argentina, Cile, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Perù, Portogallo – nella  regione autonoma di Madera -, Stati Uniti e Canada).

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QS – 23 giugno 2016 

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