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Zoomafie, rapporto 2022. Maltrattamenti, combattimenti e competizioni non autorizzate, abbandoni, reati venatori e traffici illeciti: sono questi alcuni dei principali reati

“Da anni raccogliamo i dati relativi ai crimini contro gli animali dalle Procure italiane al fine di avere una visione affidabile, ancorché non esaustiva, dei vari reati consumati nel nostro Paese. Il quadro che proponiamo si basa sui dati ottenuti da un campione pari al 70% di tutte le Procure della Repubblica d’Italia. Un dato statisticamente rappresentativo, anche se c’è da registrare un’inspiegabile diminuzione delle risposte da parte delle Procure rispetto agli altri anni, nonostante richieste e solleciti”, con queste parole Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV introduce la ventesima edizione del rapporto.

Una panoramica dei reati

Il reato più contestato è quello di Uccisione di animali (che ha addirittura superato quello di maltrattamenti), con 2624 procedimenti (pari al 34,90% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 118 Procure che hanno fornito i dati) e 428 indagati. Come sempre, però, la stragrande maggioranza delle denunce per uccisione di animali è a carico di ignoti. In seconda posizione, come anticipato, si collocano i Maltrattamento di animali, con 2318 procedimenti e 1383 indagati. A seguire troviamo Reati venatori, Abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, Uccisione di animali altrui, Traffico di cuccioli, Organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate.

Geografia dei reati

Anche per il 2021 la Procura di Brescia, sempre in base al campione del 70% analizzato, si conferma quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali: 538 con 363 indagati. La maggior parte dei procedimenti riguarda i reati venatori o contro la fauna selvatica. E’ invece Savona la provincia più virtuosa, con 4 procedimenti e 2 indagati. Con un colpo di scena, però: Savona quest’anno si colloca ex equo con Napoli. Il capoluogo campano, infatti, sembra essersi lasciata alle spalle i numeri degli altri anni. Sul fronte delle procure minorili, invece, questi i risultati: i procedimenti del 2021, riferiti a 23 Procure su un totale di 29, sono stati 24 con 32 indagati. Rispetto al 2020, si registra una variazione del +45% dei procedimenti e del numero degli indagati. La Procura per i Minorenni con maggior numero di procedimenti ancora una volta è Napoli, con 5 procedimenti e 6 indagati (in diminuzione rispetto all’anno passato quando i procedimenti erano 6 e gli indagati 8). A Palermo, invece, si registra il maggior numero di indagati minorenni: 7, con 3 procedimenti.

Pericolo zoomafie

Le corse di cavalli rappresentano il fenomeno più preoccupante tra i crimini zoomafiosi e confermano la loro pericolosità. E non si parla solo di quelle clandestine, ma anche delle corse legali, a rischio – però – di infiltrazioni. Secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, ai sensi del regolamento delle sostanze proibite, nel 2021, sono stati 60 i cavalli che hanno partecipato a gare ufficiali, risultando positivi a qualche sostanza vietata. Non solo cavalli, però. Anche cani e gatti fanno gola ai malavitosi, rappresentando un grosso giro d’affari. La moda del cucciolo di razza alimenta un traffico milionario e, in questo quadro, la tratta dei cuccioli dai Paesi dell’Est si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive vere e proprie organizzazioni transazionali. Solo nel 2021 sono stati sequestrati almeno 450 cani. Dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, fino al 2021 compreso, sono stati sequestrati 7015 cani e 92 gatti (dal valore complessivo di circa 5.612.000 euro). Un reato, quello della tratta dei cuccioli, complicato dal commercio illegale sul web, un universo parallelo difficile da controllare, anche per quanto riguarda le specie protette, vittime di bracconaggio. Ma internet, purtroppo, non è solo una piattaforma per i commerci illegali. Offre pure il destro per altri illeciti come la diffusione di immagini e video relativi ad uccisioni e atti di violenza contro animali; la raccolta di scommesse su competizioni tra o di animali; la promozione di attività illegali a danno di animali; truffe e raggiri con uso fittizio di animali.

Minori a rischio

Infine, un’ultima, allarmante segnalazione: la zoocriminalità minorile, ovvero il coinvolgimento di minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro gli animali. “La cultura in cui si sviluppano forme di violenza contro gli animali, e in particolare la zoomafia, ha come riferimento un modello di vita basato sulla prevaricazione, l’aggressività sistematica, il disprezzo per le ragioni altrui – afferma Troiano. – I “valori” di riferimento sono l’esaltazione della forza, la mascolinità, il disprezzo del pericolo, il potere dei “soldi”. In questa dimensione valoriale, le corse clandestine di cavalli o i combattimenti tra cani trovano una facile collocazione. I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo adulto, “virile”, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con l’abitudine all’illegalità, con la disumanizzazione emotiva”.

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