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Zooprofilattico, agitazione ed esposto alla Corte dei Conti. A Legnaro 450 dipendenti si preparano allo sciopero. In ballo 1,2 milioni

All’Istituto Sperimentale delle Venezie (che ha sede a Legnaro), 450 dipendenti si preparano allo sciopero. Tognazzo (Cisl): «Fondi modificati e decurtati con grave danno economico: in ballo 1,2 milioni di euro»

Fuori l’inverno fa battere i denti, ma il clima è più che bollente all’interno dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, che ha la sua sede centrale a Legnaro e sedi territoriali in tutte le province venete, in Friuli (Udine e Pordenone) e Trentino (Trento e Bolzano). Da mesi è in atto un braccio di ferro tra i lavoratori, 450 in tutto di cui 300 a Padova, e l’amministrazione. Motivo del contendere, che ha già portato allo stato di agitazione proclamato con Cisl e Uil e sembra andare dritto verso la proclamazione di uno sciopero, è l’uso dei diversi fondi accessori destinati al personale. «Male utilizzati, tagliati, recuperati in autotutela senza alcuna contrattazione sindacale» tuona Stefano Tognazzo della Uil Fpl che affianca i lavoratori con Fabio Turato della Cisl Fp. «La questione» annuncia Tognazzo, «è finita anche alla Corte dei Conti grazie a una segnalazione dei revisori del conti. Finora sono stati inutili anche i tentativi di conciliazione in Prefettura, ormai la situazione sta sfuggendo di mano».

In ballo ci sono almeno 1,2 milioni di euro complessivi divisi in diversi fondi. «Il primo punto» spiega Tognazzo, «riguarda l’utilizzo del fondo classificazione, quello destinato a pagare le progressioni orizzontali del personale, per pagare invece le posizioni organizzative. Si tratta di 35 mila euro l’anno, dal 2012 al 2016. Il nuovo direttore amministrativo ha poi deciso di cancellare un fondo extra che in passato, grazie a un bilancio fortunatamente sempre in attivo, veniva stanziato per premiare alcune posizioni, sempre attraverso contrattazione sindacale. Così è successo che lavoratori che attendevano gratificazioni anche per mille o 1.500 euro, si sono visti azzerare il dovuto o hanno ricevuto poche decine di euro. Ed è stato fatto indistintamente verso tutti i lavoratori per recuperare quanto pagato in passato. E ancora» elenca Tognazzo, «l’attività extra di sperimentazione e ricerca e in particolare il personale a tempo determinato sono stati pagati con i fondi contrattuali invece che con il fondo extra produttività. Tutto è stato fatto a senso unico, senza alcuna contrattazione come invece prevede la legge».

Senza esito, per ora, gli incontri davanti al prefetto di Padova Renato Franceschelli a cui Cisl e Uil si sono rivolte già lo scorso agosto: «A titolo esemplificativo, ma non esaustivo» scrivevano all’epoca Tognazzo e Turato, «segnaliamo alcune problematiche con l’amministrazione dell’Istituto: relazioni sindacali, mancata rivalutazione dei Fondi contrattuali, continue modifiche all’ammontare dei Fondi produttività, straordinario e classificazione, decurtazione unilaterale del Fondo posizioni organizzative e dirigenziali, mancato pagamento per aperture straordinarie di sabato e domenica». Tutti punti che per i lavoratori hanno comportato perdite economiche considerevoli. «Riteniamo che la situazione ormai sia molto grave e che non si possa continuare ad accettare lo stato delle cose» sottolinea l’esponente sindacale della Uil, «se non intervengono cambiamenti, i lavoratori sono pronti allo sciopero: decideremo in pochi giorni». (Elena Livieri)

IL MATTINO DI PADOVA – Martedì, 6 febbraio 2018

 

 

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