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Zooprofilattico delle Venezie, 27 milioni di investimenti per lo sviluppo. «Adesso il Cipe sblocchi i fondi previsti»

1a1a1_0a00laboratorioVentisette milioni di euro di investimento per il nuovo piano di sviluppo dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, dieci dei quali attesi dal ministero della Salute, per creare nuovi laboratori e stabulari per animali di taglia media e piccola, realizzare ampliamenti direzionali e in area formativa, intensificare le azioni in appropriatezza e sicurezza. Si tratta di opere già in cantiere e altre da avviare nelle prossime settimane. Una buona parte sono pagate con i fondi dell’istituto, ma c’è attesa per lo sblocco dei finanziamenti già stanziati dal governo per completare il piano. «Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi della situazione economica e finanziaria nazionale, nella quale rientra anche la questione dei finanziamenti promessi», ha detto ieri Igino Andrighetto, direttore generale dell’Izs.

L’occasione è stata l’inaugurazione del nuovo “ristobar” aziendale nella sede centrale di Legnaro. Un autofinanziamento da 500mila euro, ed ecco 630 metri quadrati di una grande luminosità. ll progetto nasce dalla necessità di realizzare un nuovo servizio che risponda alle esigenze dei dipendenti dell’Istituto di usufruire di uno spazio adeguato per la pausa pranzo, e rientra in un percorso di “benessere aziendale” già avviato con l’asilo nido aziendale “Marameo”.

Dal canto suo l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto ha garantito che farà di tutto per sbloccare i finanziamenti già approdato al tavolo del Cipe: «Anche il ministro della Salute intende affrontare la questione al più presto. Nnostante la congiuntura negativa, ho fatto la mia parte e sono sicuro che il ministero vi sosterrà concretamente per condurre a buon fine i vostri progetti. Intanto faccio i complimenti all’istituto che è riconosciuto a livello nazionale come il più efficiente, dimostrando di dimostrato di possedere una visione strategica tecnico-scientifica ma anche di carattere sociale, per assicurare il benessere collettivo».

Andrighetto ha spiegato che il piano di sviluppo punta a rendere più efficienti le sezioni diagnostiche territoriali, presenti in tutto il Triveneto, oltre che la sede centrale con la costruzione della nuova area direzionale e dei nuovi laboratori. «La nuova sede di Treviso, già realizzata e pienamente operante» aggiunge il direttore dello «è stata finanziata totalmente con nostri fondi. Ora è in fase di costruzione la nuova sezione di Trento, Adria, Verona».

13 ottobre 2012 – riproduzione riservata

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