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Zootecnia e stretta finanziamenti. Gli allevatori stringono la cinghia

Ancora difficoltà per sostenere la selezione. Se ne è discusso in Lombardia per studiare nuovi modelli più efficienti e meno costosi. E per gli allevatori della Frisona è tempo di rinnovo dei vertici dell’associazione

Giorni impegnativi per la zootecnia Lombarda che ha vissuto due importanti appuntamenti, l’assemblea dell’Aral, l’associazione regionale allevatori della Lombardiai che fa capo all’Aia e l’assemblea di Anafi, l’associazione degli allevatori di Frisona italiana, razza principe della produzione di latte. In entrambi i casi al centro delle discussioni la “stretta” sui finanziamenti al sistema allevatori che sta imponendo un ripensamento delle strategie di raccolta dei dati necessari alla selezione, oggi basati sui costosi controlli funzionali. Per comprendere l’entità del problema, del quale Agronotizie più volte si è soffermato, è sufficiente ricordare che a fronte di un costo di 60 milioni di euro, sino a qualche anno fa coperto dai contributi statali, l’attuale disponibilità è di appena 25 milioni, per i quali peraltro manca ancora per l’anno in corso la conferma da parte del Mipaaf.

Le proposte

Nel suo intervento all’assemblea dell’Aral, l’assessore regionale all’Agricoltura, Giulio De Capitani, ha ricordato il valore dei sistema dei controlli funzionali che attraverso le verifiche in stalla garantisce anche la sicurezza alimentare. Bisogna però fare i conti con la carenza di risorse nonostante il contributo che per il 2012 la Regione Lombardia ha destinato a sostegno del sistema allevatori. Per il 2013, ha però anticipato Capitani, resta un punto interrogativo. Di qui l’invito a contenere la spesa razionalizzando il servizio a ogni livello, provinciale, regionale e nazionale, cosa che già in Lombardia sta avvenendo. Il presidente di Aral, Germano Pe’, ha ricordato a questo proposito che già l’associazione italiana allevatori ha messo a punto un nuovo modello che vede il passaggio dei controlli funzionali dal livello provinciale (attraverso le Apa) a quello regionale. Una riorganizzazione sul cui sfondo resta la possibilità che una parte dei costi venga però messa a carico degli allevatori.

Anafi, cambi al vertice

Ma si vorrebbe evitare, per quanto possibile di gravare sul bilancio degli allevamenti già duramente provati da questa lunga stagione di difficoltà. Ed è probabilmente questo uno dei motivi che hanno indotto il presidente degli allevatori, Nino Andena, a proporre una riduzione del numero di controlli, che scenderebbero a tre nel corso dell’anno. Una proposta della quale si è discusso anche in occasione dell’assemblea di Anafi, ma che pare non aver trovato consensi unanimi. Le critiche riguardano una temuta minore attendibilità dei dati che andrebbe a scapito dell’azione selettiva. E’ stato poi ricordato che in Lombardia gli allevatori già contribuiscono in misura significativa ai costi della selezione, cosa che però non avviene in altre realtà. L’assemblea di Anafi ha coinciso con il rinnovo dei vertici dell’associazione, sin qui presieduta da Maurizio Garlappi, che ha confermato la sua candidatura. Gli esiti delle votazioni vedono però il presidente uscente al quarto posto, con oltre mille voti di distanza da Davide Venturi, risultato il nome più votato. Ma spetterà al nuovo consiglio direttivo uscito dalle urne di Anafi, designare il nome del presidente per i prossimi tre anni. Un compito che questa volta richiederà forse più tempo e maggiori doti di mediazione che in passato. Non resta che attendere.

Agronotiozie – 6 luglio 2012

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