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Zootecnia. Latte, prima intesa sul prezzo tra industria e allevatori. Il ministro Martina: accordo atteso da tempo. Italia più forte al Consiglio Ue

Dopo mesi di battaglia sul prezzo del latte ieri è stato compiuto un passo importante con l’intesa tra industria e organizzazioni agricole sull’indicizzazione del prezzo. Entro dieci giorni si aprirà un tavolo che dovrà individuare un indicatore che consenta di identificare prodotti e dinamiche dei mercati finalizzato a favorire la definizione del prezzo. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che da mesi sta lavorando su questo difficile fronte, è visibilmente soddisfatto.

«Era un accordo atteso da tempo – dichiara – che migliora i rapporti nella filiera in una fase complessa di mercato. L’unità trovata ieri avvia un percorso che deve portare a una più forte tutela del reddito degli allevatori». D’altra parte Martina tiene a ricordare che «Il Governo è in campo con un piano senza precedenti, che prevede l’investimento di oltre 120 milioni». E a questo punto chiede a tutti di fare la propria parte «per salvaguardare un settore strategico come quello del latte».

Un risultato raggiunto in casa che rafforza l’Italia nel confronto a Bruxelles lunedì prossimo alla riunione straordinaria del Consiglio Agricoltura e Pesca che affronterà la grave crisi della zootecnia. «Ribadiremo a Bruxelles – anticipa il ministro – la necessità di un intervento europeo straordinario per un comparto che è stato anche fortemente penalizzato dall’embargo russo. Nel vertice di Madrid, con Spagna, Francia e Portogallo, abbiamo presentato 6 proposte concrete, a partire dallo stoccaggio privato dei formaggi e dalle campagne di promozione che invertano il trend dei consumi di latte fresco. Bisogna fare di più, ma le misure ci riguardano tutte, perché ogni scelta si riflette sul mercato internazionale e ha effetti a casa nostra».

Oltre al latte, da tempo, sono in forte affanno le carni bovine e suine. E per queste filiere Martina proporrà misure forti: «Anche per i suini abbiamo chiesto lo stoccaggio privato, una misura che ha efficacia immediata e dà un sollievo nel breve periodo. Poi serve una strategia che dia futuro alla filiera, che punti soprattutto alla semplificazione, al taglio della burocrazia che penalizza anche economicamente le imprese. Stesso discorso vale per le carni bovine, per le quali richiediamo più strumenti di intervento. Più in generale dobbiamo innovare i mezzi a disposizione degli Stati per gestire le crisi di mercato, con quelli attuali rischiamo di arrivare sempre troppo tardi rispetto alle esigenze delle imprese». Una priorità assoluta resta poi la valorizzazione dell’origine del latte. Anche su questo aspetto che ha visto spesso il nostro paese in contrapposizione con i partner Ue la linea italiana sarà ferma. «Lo abbiamo chiesto nel vertice di Madrid e lo ripeteremo al Consiglio europeo. Non abbiamo apprezzato – ha ribadito Martina -la relazione della Commissione Ue sull’etichettatura, che è arrivata a conclusioni che non ci soddisfano. Il consumatore deve poter scegliere in maniera trasparente, informata e consapevole».

Annamaria Capparelli – Il Sole 24 Ore – 3 settembre 2015 

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