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A Lonigo tavola rotonda sui Pfas. Guarda (AMP): “Importante partecipazione di agricoltori e allevatori. Legge sulla tutela del consumatore potrebbe garantire risorse ad hoc”

“È stato un incontro utile per fare il punto della situazione e parlare senza paure di Pfas e di acqua usata nell’agricoltura. Allo stesso tempo è necessario ribadire che ci sono ancora dei nodi importanti da sciogliere, a partire dai costi che sostengono e sosterranno gli agricoltori chiamati a mettere in sicurezza i propri pozzi, per responsabilità che non sono loro”. Questo il commento della consigliera regionale della Lista AMP Cristina Guarda sulla tavola rotonda organizzata oggi nella Sala Convegni di piazza Garibaldi a Lonigo.

“Per risolvere questo problema – aggiunge – su cui da mesi si attendono indicazioni dalla Regione, ribadisco che abbiamo uno strumento che permetterebbe lo stanziamento e l’utilizzo di risorse ad hoc, ovvero la Legge sulla tutela del Consumatore. Ci sono risorse ad oggi inutilizzate che potrebbero essere canalizzate per ‘azioni a favore della tutela e sicurezza della salute dei consumatori’, come la legge 29/99 prevede. È necessario intervenire perché tutti sappiamo di non poter ancora appesantire il settore del latte e della carne, notoriamente in difficoltà, con costi aggiuntivi importanti o usare i fondi per lo sviluppo agricolo per pagare il conto di un inquinamento causato e amplificato dal comparto industriale”.

“Oltre ai tanti agricoltori e allevatori presenti oggi, vorrei ringraziare i relatori e le categorie presenti, che hanno sintetizzato le tante perplessità dell’intero comparto. Sono inoltre soddisfatta del confronto con i gestori del servizio idrico, Arpav e Ulss, poiché è stata un’occasione per chiarirsi – termina la consigliera Guarda – Ancora non abbiamo alcuna indicazione sulla presenza di Pfas e relativi limiti soglia negli alimenti, stiamo attendendo i risultati delle analisi di Efsa, ma nel frattempo si sta già provvedendo a mettere in sicurezza i pochi allevamenti, circa una ventina, che usano acqua proveniente da pozzi privati con Pfas al di sopra dei livelli consentiti”.

24 marzo 2017

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