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Allevamento sequestrato, due indagati per ricettazione, falso, diffusione di malattia

Faro: due informazioni di garanzia sono state notificate dagli agenti della Forestale al 49enne Nicola Trapani e al 67enne Tindaro Calderone

I due devono rispondere di ricettazione di animali ovi/caprini di dubbia provenienza; false dichiarazione in atti destinati all’Autorità giudiziaria; diffusione di malattia (brucellosi) pericolosa per il patrimonio zootecnico e per la salute pubblica. Si tratta di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Adriana Sciglio, che dopo gli accertamenti dei Forestali ha richiesto una serie di misure al Gip.

Gli avvisi di garanzia sono stati emessi infatti dopo la convalida del sequestro dell’azienda zootecnica di Trapani, che si trova in contrada Casalotto a Faro Superiore. C’è stata in precedenza una complessa attività di polizia giudiziaria scattata il 17 febbraio, quando l’ispettore ripartimentale delle Foreste e gli uomini del Corpo forestale e del distaccamento dei Colli Sarrizzo hanno proceduto a una normale verifica a campione dell’allevamento di pecore e capre di contrada Casalotto.

Il quadro emerso è stato subito ritenuto grave dagli investigatori: dal controllo effettuato si è infatti registrata la presenza di 76 animali ovini adulti, 45 agnelli da latte e 6 caprini adulti, per un totale di 127 animali, mentre alla verifica dei registri di stalla, di fatto risultavano registrati solamente 24 animali.

Dopo aver accertato l’incongruenza è stato chiesto l’intervento dei medici veterinari dell’Asp di Messina sia per il controllo sanitario sia per un confronto documentale tra la consistenza attuale e la consistenza riscontrata dagli stessi medici veterinari al momento dell’ultimo controllo sanitario, che era stato effettuato nel dicembre 2010.

I veterinari che sono intervenuti sul posto hanno subito proceduto ai normali prelievi di sangue per la ricerca di eventuale brucellosi, nonché all’identificazione di tutti e 127 gli animali tramite le marche auricolari e i cosiddetti “boli”, i microchip per il riconoscimento dell’animale.

E dal controllo effettuato è emerso che 50 ovini adulti e 6 caprini adulti erano privi di codice identificativo (o con marca auricolare o con “bolo”) e il conduttore dell’allevamento zootecnico, il Trapani, non è stato in grado di fornire convincenti spiegazioni circa la presenza degli animali in soprannumero all’interno dell’allevamento, quindi la Forestale ipotizza un’attività illecita di commercio animali e macellazione clandestina. L’azienda di Trapani era stata in precedenza dichiarata “azienda infetta” alla brucellosi e parte del gregge era stato già abbattuto, ad eccezione di alcuni capi che con denuncia di smarrimento presentata la ditta Trapani aveva appunto dichiarato smarriti, mentre all’atto del controllo sono stati trovato riuniti nell’ovile, con ovvia facilitazione dell’eventuale diffusione della brucellosi agli altri capi. L’allevamento controllato è adesso sottoposto a sequestro sanitario e a sequestro preventivo, ed è stato nominato custode giudiziario lo stesso Trapani.

gazzettadelsud.it – 26 febbraio 2011

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