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Anarchica padovana in manette: preparava un blitz contro l’Efsa

Maddalena Calore originaria di Abano Terme era già stata arrestata per i petardi contro il comando dei vigili urbani di Parma

La polizia ha arrestato ad Alcamo (in provincia di Trapani) l’anarchica Maddalena Calore, 25 anni di Padova. La donna è sospettata di aver progettato attentati contro agenti della Digos di Ferrara. La Calore aveva preso anche parte al blitz notturno contro la sede dei vigili urbani di Parma: era la notte tra il 19 e il 20 ottobre 2008, quando un gruppo di cui faceva parte anche l’anarchica per protestare contro il pestaggio di Emmanuel Bonsu esplose dei petardi (anche se sulle prime si pensò a una bomba carta o ad altri ordigni ad alto potenziale) contro il comando della Polizia municipale in via del Taglio. Gli anarchici appesero alla cancellata anche uno striscione su cui c’era scritto «Contro il razzismo infiamma la reazione. Vendetta non giustizia. Monteverdi (allora assessore comunale alla Sicurezza, ndr) via». Per questa azione, Maddalena Calore era stata arrestata e condannata a un anno e due mesi. Ma il suo «interesse» eversivo nei confronti di Parma non si sarebbe fermato solo al blitz contro i vigili: a quanto emerge solo ora, infatti, durante una perquisizione a Bologna, furono anche trovati appunti di una possibile azione dimostrativa ai danni dell’Efsa, l’Authority alimentare europea con sede nella nostra città. Nota negli ambienti anarco-insurrezionalisti, la donna era già stata arrestata altre volte per reati minori come l’imbratatmento di muri, evasione dai domiciliari, e nel maggio 2011 per associazione a delinquere con l’aggravante della finalità di eversione. A dicembre scorso veva l’obbligo di dimora in provincia di Cagliari. Controllata ad un posto di blocco, la 25enne avrebbe fornito agli agenti false generalità, dicendo di non avere documenti di identità addosso, mentre i poliziotti hanno appurato che aveva la carta d’identità. È stata, quindi, arrestata in flagranza, anche con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la polizia, infatti, la giovane anarchica si sarebbe scagliata contro gli agenti non appena è stata accertata la vera identità. Calore si trovava in compagnia di un giovane alcamese pregiudicato per piccoli reati. Secondo gli investigatori la giovane sarebbe arrivata ad Alcamo da pochi giorni. Sono in corso indagini per cercare di accertare il motivo della sua presenza in città, considerato che la donna aveva l’obbligo di dimora in Sardegna. Maddalena Calore è nota negli ambienti anarco-insurrezionalisti in particolare a Bologna e Ferrara. Originaria di Abano Terme (Padova), con residenza a Poggio Renatico (Ferrara), è stata accusata dalla procura di Bologna di associazione a delinquere con l’aggravante della finalità dell’eversione nell’inchie sta «Outlaw», per cui aveva avuto inizialmente una misura restrittiva minore (obbligo di dimora a Roma) poi aggravata con l’arresto per averla violata. Un rischio che corre di nuovo adesso: dopo l’arresto di ieri infatti la procura bolognese dovrebbe chiedere un nuovo aggravamento dell’obbligo di dimora a cui era sottoposta. Calore è ritenuta un elemento di spicco del circolo anarcoinsurrezionalista di Bologna «Fuoriluogo»: tra pochi giorni, il 29 febbraio, è prevista in tribunale a Bologna l’udienza preliminare davanti al gip Andrea Santucci a carico di 27 persone (tra cui la stessa Calore) gravitanti attorno al circolo. Sono tutti accusati dal pm Morena Plazzi di associazione a delinquere aggravata dalla finalità dell’ever sione dell’ordine democratico. Nessuno ha fino ad ora chiesto riti alternativi. Nell’aprile scorso furono eseguite una dozzina di misure cautelari nei confronti di appartenenti al circolo. Calore era stata colpita dall’obbligo di dimora a Roma (con divieto su Bologna). Ma il 7 maggio, dopo un’opera zione di polizia contro gli anarco-insurrezionalisti fiorentini, la donna, malgrado l’obbligo di dimora, fu intercettata dalla polfer di Firenze nel capoluogo toscano, diretta in treno a Ferrara. Per questa violazione, la legge prevede un aggravamento della misura, e così era scattata un’or dinanza d’arresto a suo carico decisa dalla procura di Bologna. Ad aprile in una perquisizione nella sua casa erano trovati dagli agenti bolognesi Digos una lista di targhe e nominativi di agenti Digos di Ferrara e di altre questure, nonchè in un altro appunto vi era il riferimento a Valter Giovannini, procuratore aggiunto della procura di Bologna.

La Gazzetta di Parma – 19 febbraio 2012

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