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Anche Ordini e infrastrutture nel pacchetto-concorrenza

Nel pacchetto prevista la liberalizzazione delle licenze per i taxi. Non solo taxi e farmacie Ordini e infrastrutture nel pacchetto-concorrenza

Il menù del Cresci-Italia si sta componendo un pezzo alla volta. E già la prossima settimana, con la ripresa a pieni giri dell’attività di governo, la fase-2 è destinata a prendere velocità. I cardini del pacchetto di misure che Monti si accinge ad adottare sono quelli noti: innanzitutto liberalizzazioni, concorrenza, opere pubbliche. E poi lavoro, polemiche e bisticci tra le parti permettendo. Traguardo finale il Consiglio dei ministri del 20 gennaio, giusto in tempo per presentarsi all’Eurogruppo del 23 con i progetti tutti varati.

Decreto-concorrenza

Sul fronte delle liberalizzazioni, dopo lo scorno subito sul fronte dei taxi e delle farmacie nelle settimane passate, il governo annuncia un intervento a tutto campo, «a 360 gradi». Un provvedimento «ampio e strutturato» che verrebbe inserito nella legge annuale sulla concorrenza. Si pensa ad un decreto legge, allo scopo di rendere immediatamente operativi gli interventi, che dovrebbero interessare una pluralità di settori. Dalla benzina alle poste, dagli ordini professionali ai servizi pubblici locali. Nel settore delle poste si tratta di rendere ancora più aperto il settore dopo le novità introdotte negli ultimi tempi ritoccando anche i compiti dell’autorità che regola questo comparto, mentre gli ordini professionali dovrebbero una volta per tutte rinunciare alle tariffe minime. Prevedibile per notai, avvocati, architetti ingegneri ecc., un intervento che riservi ai rispettivi ordini più funzioni di servizio che altro e limiti allo stretto necessario la pratica delle esclusive.

Reti e trasporti

Nel settore del gas e degli stoccaggi l’idea è quella di separare completamente, e non più solo a livello gestionale come ora, Snam Rete Gas dall’Eni replicando di fatto il modello Enel/Terna. Nel settore del trasporto ferroviario dovrebbero invece venire meglio delineate le aree di concorrenza per distinguerle da quelle di servizio pubblico, quindi si punta a cancellare le concessioni di lunga durata.

Taxi e farmacie

Nell’agenda potrebbero rientrare anche le edicole e non sono nemmeno escluse misure sui taxi. Nel settore, soprattutto a Roma dove le auto pubbliche sono ben 8 mila, circola un vero e proprio spauracchio, quello del raddoppio delle licenze, assegnate gratuitamente agli attuali titolari, in ragione di una contro una. Se fosse così la categoria è già pronta a scatenare un’ondata di proteste. Intanto i ministri competenti si apprestano ad incontrare nei prossimi giorni le associazioni di categoria: il ministro dello Sviluppo Corrado Passera se la dovrà vedere con i benzinai, mentre il 10 gennaio è già in agenda il confronto tra il ministro della Sanità Balduzzi e le parafarmacie.

Il decalogo dell’Antitrust

Sempre la prossima settimana dovrebbe arrivare poi sul tavolo del governo l’annuale segnalazione dell’Antitrust sulla concorrenza, un documento che dovrebbe fare il punto sul cammino compiuto sino ad oggi e sui nodi che restano da affrontare, che si annuncia come sempre ricco di spunti e indicazioni per l’esecutivo.

Infrastrutture

Di pari passo col pacchetto liberalizzazioni il governo intende aprire anche il dossier infrastrutture. Al piano, oltre Passera, sta lavorando da giorni anche il viceministro Mario Ciaccia che, forte dell’esperienza maturata sull’altro fronte della barricata, quello di numero uno della Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, punta ad un robusto intervento per favorire la sburocratizzazione delle opere pubbliche e rafforzare il project financing. Tra gli interventi allo studio per aumentare il coinvolgimento dei capitali privati c’è l’adozione di nuovi incentivi fiscali e la proroga delle concessioni da 30 a 50 anni.

Cantieri sbloccati

Per non perdere tempo, intanto, il governo conta di sbloccare da subito una serie di nuovi interventi già in occasione della riunione del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione) in agenda la prossima settimana. Si ragiona su un pacchetto di opere immediatamente cantierabili per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro concentrate soprattutto al Sud. In cima alla lista c’è l’autostrada Termoli-San Vittore che collega il Molise al Lazio. Ed è possibile che all’ordine del giorno venga anche inserito il Ponte sullo Stretto.

Il dossier lavoro

Da ultimo c’è il dossier più spinoso, quello sul lavoro, per la semplificazione della jungla dei contratti innanzitutto. Finito come sempre nel tritacarne delle polemiche. Dalla prossima settimana il ministro Fornero terrà una serie di incontri bilaterali per istruire il dossier. E poi non è escluso che il presidente del Consiglio voglia convocare una riunione con tutte le parti sociali. Intanto ieri il responsabile del Lavoro ha fatto sapere di voler intervenire presto sulla pratica delle «dimissioni in bianco», ovvero sulla pratica imposta alle donne al momento dell’assunzione per poter interrompere facilmente il rapporto di lavoro (soprattutto in caso di maternità). Un ramoscello d’ulivo gettato ai sindacati per cercare di raffreddare il clima.

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