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Animali: il Corpo Forestale presenta un manuale sull’attività investigativa per i reati contro la fauna

È stato presentato ieri presso il Parlamentino delle Foreste del Corpo forestale dello Stato il “Manuale delle attività investigative per i reati contro la fauna”. Approccio scientifico la lotta alle uccisioni illegali di animali selvatici: i veterinari devono appurare le cause di morte.

È stato presentato ieri il “Manuale delle attività investigative per i reati contro la fauna” del Corpo forestale dello Stato. All’incontro ha presenziato Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato, e gli interventi moderati da Nazario Palmieri, dirigente superiore del Corpo forestale dello Stato, sono stati tenuti dal direttore generale del Ministero della salute Gaetana Ferri, da Maria Carmela Giarratano della direzione protezione natura del Ministero dell’ambiente,  dal direttore del Parco Nazionale della Majella, Oremo di Nino, dal responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti, e da Rosario Fico, coautore del volume e responsabile del Centro di referenza per la medicina forense veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana.

Il Manuale è frutto dell’esperienza maturata sul campo da parte dei diversi operatori coinvolti, in primis dal personale dei Coordinamenti Territoriali per l’Ambiente del Corpo forestale dello Stato presso i Parchi nazionali della Majella, del Pollino e dell’Appennino tosco-emiliano ed ha la principale finalità di riordinare e mettere a sistema il know how implementato nell’ambito delle complesse attività sviluppate nel progetto.

Questo testo rappresenta il punto di partenza per affrontare in maniera sistematica e con approccio scientifico la lotta alle uccisioni illegali di animali selvatici, con particolare riferimento al contributo delle professionalità tecnico-scientifiche nell’ambito di gruppi operativi speciali sperimentali composti da ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato.

Nel documento viene dato particolare rilievo all’attività di repertazione sul luogo del crimine e alle analisi che devono essere svolte relativamente alle uccisioni di fauna selvatica protetta (orsi e lupi) con l’utilizzo di bocconi ed esche avvelenate. Esso si pone come importante riferimento per i diversi operatori interessati, soprattutto per quanto riguarda i medici veterinari che devono appurare le cause di morte e gli ufficiali di polizia giudiziaria della Forestale che – operando ai sensi del codice di procedura penale – provvedono ad assicurare le fonti di prova e a ricercare gli autori di tali crimini.

Il Manuale suggella la profonda collaborazione istituzionale ormai maturata tra la Forestale, i Ministeri dell’ambiente e della salute, il mondo delle aree protette e Legambiente nella lotta alle uccisioni illegali di animali e per la tutela del patrimonio naturale del Paese.

Fonte: CfS – 16 aprile 2014 

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