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Appalti coop rosse, si muovono ispettori. I Dg: tutto regolare

Sul caso degli appalti alle coop interviene la Regione Veneto che invierà gli ispettori. L’assessore al Lavoro Donazzan annuncia infatti di avere inviato una richiesta al collega della Sanità Coletto.

Mentre il presidente della commissione Sanità del consiglio regionale, Leonardo Padrin, aggiunge che provvederà a mettere la questione della spartizione degli appalti tra cooperative «rosse» e «bianche » in testa al lavoro del servizio ispettivo. La questione è deflagrata con l’appalto da 70 milioni di euro per l’assegnazione del servizio di pulizia di quattro ospedali del Vicentino finito a due cooperative rosse («Manutencoop» e «Coopservice ») e il ricorso al Tar del Veneto di una delle società rimaste escluse dalla gara, la «Esperia » di Napoli (ora confluita in «Kuadra», con sede sempre nel capoluogo campano). Ricorso che dice che «la gara era stata confezionata ex ante e ad arte, dopo un avvicinamento pre-gara tra i vertici dell’Usl e i dirigenti della società vincitrice»; e che «il sistema di affidamento regionale degli appalti desta preoccupazione, perché un po’ troppo spesso sono indebitamente premiate proprio le cooperative del cartello Legacoop (cioè le cosiddette cooperative rosse, ndr)». Nel mirino c’è quella che appare come la «grande spartizione » dei servizi di «sanificazione » e di «ristorazione» degli ospedali. Che vede i primi finire (quasi) tutti nelle mani delle cooperative di estrazione socialista, le cosiddette «cooperative rosse » e i secondi invece in capo ad aziende di estrazione opposta («bianche», per l’appunto). A schierarsi in prima fila, come detto, l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan. «Scriverò al collega della Sanità Luca Coletto e gli chiederò formalmente un chiarimento – dice l’assessore -. Voglio vederci chiaro nella gara di Vicenza. Mi preoccupa soprattutto la questione legata alla gestione del personale impiegato dalla cooperativa che si è aggiudicata il bando. Da quanto mi risulta, infatti, il gruppo risultato vincitore sarebbe stato premiato, nonostante avesse messo sul piatto un’offerta occupazionale inferiore a quella prevista dal capitolato di gara. Inoltre chiederò anche l’attivazione del servizio ispettivo regionale».

Con la Donazzan, anche il presidente della commissione Sanità di Palazzo Ferro Fini, Leonardo Padrin. «Appena verrà attivato il servizio ispettivo regionale, farò in modo che la questione appalti e cooperative rosse sia messa in testa alle priorità. Non solo. Detto che sulla gara vicentina si esprimerà il tribunale amministrativo – prosegue Padrin -, annuncio che partiremo subito con un censimento complessivo di quelli che sono stati gli ultimi appalti negli ospedali. Faremo una comparazione tra i prezzi, prima e dopo le aste e tra i soggetti che si sono aggiudicati le prestazioni. Occore, infatti, una valutazione dell’intero sistema». E una «richiesta di andare fino in fondo» arriva anche da Claudio Sinigaglia (Pd), vicepresidente della commissione Sanità della Regione. «Solleciteremo non solo il servizio ispettivo – afferma il consigliere -, ma anche la procura a intervenire».

Al di fuori della politica, si fa sentire anche la reazione di Valter Rigobon, segretario regionale di «Adiconsum»(l’associazione consumatori della Cisl): «Intervenga subito la procura – dice -. Ciò che succede è molto grave, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Ci vuole coraggio a mettere mano al sistema degli appalti, ma bisogna farlo». Intanto, sull’appalto finito al centro del ricorso i direttori delle Usl coinvolte rispondono così: «È tutto regolare – affermano Antonio Alessandri, dell’Usl 6 di Vicenza e Renzo Alessi, dell’Usl 5 di Arzignano -. L’assegnazione al gruppo delle cooperative vincitrici ci ha permesso di risparmiare un milione di euro all’anno ».Mail fatto che vincano sempre le coop rosse? «E’ solo un caso », è la risposta. Poche parole anche dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto: «Non mi risultano irregolarità – taglia corto -. Ma se scoprissi cartelli o accordi, non esiterei a intervenire».

Corriere Veneto – 27 febbraio 2012

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