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Arriva l’etichetta a batteria per i prodotti alimentari, la riposta italiana al Nutri-score. Ma il Consorzio del Parmigiano Reggiano la boccia

La sperimentazione, secondo le valutazioni dei tecnici ministeriali, sarebbe perfettamente riuscita quindi l’etichetta “a batteria” è pronta a fare il suo ingresso nel sistema alimentare italiano. Il modello rappresenta una sorta di lettura nutrizionale dei singoli alimenti rispetto all’esigenza nutrizionale giornaliera.

Dopo circa un anno di sperimentazione, l’etichetta “a batteria” è pronta a fare il suo ingresso nel sistema alimentare italiano. I tre Ministri interessati, quello della Salute, dell’Agricoltura e dello Sviluppo economico, infatti sarebbero pronti a varare il decreto ministeriale per introdurre i criteri precisi di etichettatura introdotti dal nuovo meccanismo. Lo rende noto l’agenzia AdnKronos secondo la quale mancherebbero solo gli ultimi accorgimenti prima del via libero definitivo al provvedimento da parte dei ministri interessati. La cosiddetta etichetta a batteria è un sistema di indicazioni nutrizionali tutto italiano, varato come risposta al Nutri-score, l’etichetta cosiddetta a semaforo adottata da vari paesi europei e che, secondo i produttori nostrani, penalizzerebbe i prodotti della dieta mediterranea.

L’etichetta a batteria, sperimentazione riuscita

La sperimentazione, secondo le valutazioni dei tecnici ministeriali, sarebbe perfettamente riuscita perché l’etichetta “a batteria avrebbe facilitato “la comprensione da parte del consumatore del contributo o dell’importanza dell’alimento ai fini dell’apporto energetico e nutritivo”. Un risultato che ora permette la definitiva introduzione del sistema, voluto fortemente dalla filiera agroalimentare italiana. Nelle intenzioni, la nuova etichetta, che resta facoltativa e supplementare a quella prevista per legge sui valori nutrizionali, dovrebbe aiutare i consumatori a valutare le differenze tra i prodotti in commercio in maniera più corretta rispetto al semplice semaforo.

Sistema italiano di etichetta

Una novità voluta da tutte le associazioni di categoria riunite intorno al Tavolo Agroalimentare fin dal 2017 e che si in realtà si è subito configurata come una battaglia contro il sistema francese Nutri-score. Quest’Ultimo è un vero e proprio semaforo con cinque livelli, rappresentanti da lettere e numeri, sul modello dei consumi energetici degli apparecchi elettronici. Si va dalla A su sfondo verde per indicare un prodotto più salutare alla E su sfondo rosso per indicare un prodotto meno sano valutando calorie, grassi saturi, zuccheri e sale in modo  negativo e proteine, fibre, frutta, verdura e frutta secca in maniera positiva.

L’etichetta a batteria, come funziona

Un sistema che, secondo i produttori italiani, sarebbe svantaggioso per i nostri alimenti mentre l’etichetta “a batteria” rappresenterebbe una guida più precisa, una sorta di lettura nutrizionale dei singoli alimenti rispetto all’esigenza nutrizionale giornaliera consigliata dalle linee guida internazionali. L’etichetta a batteria infatti è rappresentata proprio da simboli di batterie come quelle del telefono con le percentuali di ogni singolo elemento rispetto al valore consigliato. Un altro elemento chiave che differenzia i due sistemi è che il nutri-score è calcolato su una porzione di 100 grammi di prodotto mentre quello a batteria è calcolato per porzione e dunque varia da prodotto a prodotto.

Il Parmigiano Reggiano boccia
l’idea di etichettatura a batteria

Il Consorzio di tutela prende posizione contro la proposta del Governo di istituire un nuovo logo con il quale identificare le eccellenze dell’agroalimentare. Il presidente Nicola Bertinelli: «Creerebbe solo confusione».

Dal Consorzio del Parmigiano Reggiano arriva un secco “no” all’idea del Governo di istituire la cosiddetta “etichettatura a batteria”, di fatto un nuovo logo nel quale far confluire le eccellenze del Made in Italy. «Né il Parmigiano Reggiano, né altre indicazioni geografiche hanno bisogno di un logo ulteriore per imporsi per il loro valore – si legge in una nota del Consorzio, che riporta il pensiero del presidente Nicola Bertinelli – Inserire le eccellenze dell’agroalimentare italiano in qualsiasi sistema nutrizionale facoltativo significa banalizzarle, creare confusione nella testa del consumatore, vanificando lo sforzo del consorzio che si batte per evidenziare la specificità della Dop».
«Il Parmigiano Reggiano – prosegue la nota – non è una commodity: è un prodotto ad alto valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori e dai nutrizionisti come formaggio dagli altissimi valori nutrizionali, ricco di proteine, vitamine, sali minerali. Non abbiamo bisogno di un logo in etichetta che rassicuri il consumatore. Il principio dell’esclusione deve essere pertanto ribadito nel decreto nazionale sul sistema a batteria così che lo si riesca a far valere secondo il principio di mutuo riconoscimento anche verso quei Paesi che applicano il nutriscore».
Fanpage e https://www.italiaatavola.net/

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