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Azzannate da un molosso, due donne all’ospedale. Notte di paura a Padova: hanno riportato ferite alle gambe e al coccige. Intervento del Servizio veterinario dell’Ulss 6

La fortuna è stata che le loro grida disperate venissero sentite da una vicina di casa, e non una vicina di casa qualunque ma una ragazza che i cani li conosce molto bene lavorando in un centro cinofilo. È stata Elena Palmitesta, 29 anni, a salvare le due donne che sabato notte in via Tirana, nel quartiere Palestro, sono state aggredite da un cane di razza Amstaff.

Il molosso, di proprietà di una delle due, M.Z. 48 anni, forse per difendere la propria padrona, forse fraintendendo una situazione, si è accanito contro E.M., 37 anni, amica della quarantottenne. Le due stavano rincasando. M.Z. ha varcato il cancello di casa e la stessa cosa stava per fare E.M. quando è stata bloccata dalla furia del cane.

L’Amstaff l’ha puntata alle gambe e ha cominciato a morderla. La trentasettenne ha urlato, ha cercato in tutti i modi di liberarsi dalla presa, ma senza riuscire a staccare il cane. Lo stesso ha fatto la padrona dell’animale, che nel tentativo di difendere l’amica si è procurata anche lei un morso alla gamba e diverse ferite alle mani.

Le due donne, in preda al panico hanno gridato tanto forte da destare l’attenzione della vicina di casa. Elena Palmitesta ha visto la scena dalla finestra e non ci ha pensato due volte: «Sono andata in cucina, ho preso una bottiglia d’acqua e mi sono precipitata in strada», racconta la ventinovenne padovana, che si trovava a Padova per il weekend e che oggi è rientrata a Torino, dove lavora in uno dei più noti centri cinofili, “Il Melograno” di Settimo Rottaro. Una volta giunta davanti al cane, senza timore l’ha bagnato con l’acqua. Il molosso ha così mollato la presa.

«È una tecnica che ho imparato lavorando con i cani. Non è detto che funzioni sempre ma il più delle volte sì, per questo mi sento di consigliare a chi ha un cane di girare sempre con una bottiglietta d’acqua, in situazioni come questa si può rivelare molto utile».

 L’Amstaff, un cane adulto, era stato preso poco tempo fa da M. Z., e pare che alle spalle abbia avuto una storia fatta di combattimenti clandestini. Le due donne, entrambe sanguinanti, grazie a una scatoletta con del cibo, sono riuscite ad attirare il cane dentro casa, a chiudere la porta e a chiamare i soccorsi. In via Tirana è così arrivata un’ambulanza del 118, oltre ai carabinieri e al personale del servizio veterinario dell’ex Asl 16 di Selvazzano, che ha ora in custodia il cane. Le due amiche sono state medicate al pronto soccorso per le ferite riportate e ricoverate: ne avranno per decine di giorni prima che le ferite si rimarginino.

Il Mattino di Padova – 20 febbraio 2017 

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