Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Bassi stipendi Fornero: «Mercato lavoro imbarbarito, lo cambieremo»
    Notizie ed Approfondimenti

    Bassi stipendi Fornero: «Mercato lavoro imbarbarito, lo cambieremo»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche27 Febbraio 2012Nessun commento6 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Il ministro Elsa Fornero: le aziende aggirano l’articolo 18 alla grande. “Il governo si prenderà le sue responsabilità, perché difende anche quella componente della società italiana che non è rappresentata dalle parti sociali”.

    “Se l’accordo non si riesce a trovare, il governo tecnico ha il dovere di andare avanti, fermo restando che l’ultima parola spetterà al Parlamento”

    Di fronte ai dati Eurostat sui bassi stipendi italiani parla di “imbarbarimento e impoverimento del nostro mercato del lavoro”. Promette una riforma che “riporti i capitali in Italia”, ma lasciando “per ultimo l’articolo 18”. La flessibilità, ci spiega, non la dobbiamo “realizzare perché la chiedono l’Europa e il Fondo monetario, ma perché è nell’interesse dei giovani”. Il governo tecnico cercherà fino all’ultimo il consenso di tutte le parti sociali, ma se dovesse mancare “si prenderà le sue responsabilità, perché difende anche quella componente della società italiana che non è rappresentata dalle parti sociali”.

    Il ministro del Lavoro Elsa Fornero è a New York per il meeting dell’Onu contro le mutilazioni genitali femminili, ma accetta di parlare anche della sua agenda italiana, di Sergio Marchionne, della “via americana alla reindustrializzazione”, del “superamento del modello sociale europeo” sancito da Mario Draghi. E annuncia un intero capitolo della sua riforma dedicato alle donne, per combattere le discriminazioni, cominciando dalla piaga delle “dimissioni in bianco” con cui si costringono a lasciare il lavoro in caso di gravidanza.

    I dati Eurostat sono impressionanti: le retribuzioni italiane sono la metà di quelle in vigore in Germania e Olanda. Salari così bassi e deficit di competitività: questo non chiama in causa l’arretratezza del capitalismo italiano?

    “Attenzione, l’Italia ha il paradosso di stipendi bassi e costo del lavoro alto, per due ragioni. Una è la pressione fiscale, quindi la differenza tra salario netto e lordo che è maggiore rispetto ad altri Paesi. Un’altra è la produttività, che incide sul costo del lavoro per unità di prodotto. Certo, se l’impresa lesina gli investimenti, la produttività perde terreno rispetto ad altri Paesi. A questo c’è chi risponde come Sergio Marchionne: datemi la stessa flessibilità che ho negli Stati Uniti e investirò di più”.

    Lei avrà presto un incontro con Marchionne, cosa pensa della sua terapia “americana”? La Chrysler è rinata, ma con salari dimezzati per i nuovi assunti.

    “Marchionne è uno che rompe gli schemi, a volte in maniera anche troppo decisa. Il tema che pone è reale: vogliamo che l’Italia rimanga una delle grandi nazioni produttrici di auto? Lui afferma che senza una nuova organizzazione del lavoro non è possibile. Come ministro del Lavoro, devo vigilare che la flessibilità non contenga elementi di discriminazione. Un esempio relativo alle donne, che voglio verificare: tra le assenze ingiustificate non può figurare l’assenza per maternità, non la si può penalizzare”.

    L’America di Obama registra qualche segnale di reindustrializzazione, l’Italia ci riuscirà, al di là del caso Fiat? Che cosa intende per flessibilità buona, flessibilità cattiva?

    “La flessibilità cattiva è quella a cui fanno ricorso le imprese per vivacchiare, non per rilanciarsi sui mercati internazionali. Non c’è dubbio che nel mercato del lavoro, la parte più debole è il lavoratore. Tutta la nostra riforma nasce da una profonda sofferenza sociale, per l’imbarbarimento e l’impoverimento del mercato del lavoro in Italia. E’ successo un avvitamento verso il basso, la condizione dei lavoratori è oggettivamente peggiorata. La flessibilità buona è un valore, un vantaggio per l’impresa, e come tale se vuoi usarla devi pagare di più, non di meno. L’aggiramento dell’articolo 18 oggi avviene alla grande, è nei fatti. Le piccole imprese hanno a disposizione contratti che costano poco e sono flessibili, le grandi si fanno i loro contratti. Perciò noi il contratto a tempo determinato lo faremo pagare di più alle imprese. Certo, non è solo la riforma del mercato del lavoro che può fare ripartire il Paese, però è considerata cruciale. Un cambio di regole non basta da solo, ma può determinare un atteggiamento meno sfavorevole negli investitori internazionali e in quelli italiani. Sento ancora troppi imprenditori che sono pronti a chiudere per trasferirsi in Serbia e in Croazia”.

    La soluzione è adeguarsi alla Serbia e alla Croazia?

    “No, non dobbiamo inseguire quei modelli. Anche perché non credo che quei Paesi abbiano operai con le stesse capacità. Il nostro know how è un patrimonio. Come salvarlo? Io mi sto occupando della De Tomaso: rinascerà investendo sull’auto di lusso da produrre in Italia e da vendere in Cina, con capitali cinesi? Io accendo un cero alla Madonna, nella speranza che questo investitore ci sia. Perché la De Tomaso vuol dire mille famiglie dal futuro incerto, e dietro mille famiglie c’è un capitale umano, un saper fare antico. Se si disperde questa ricchezza, è il Paese intero che s’impoverisce”.

    Draghi nell’intervista al Wall Street Journal ha parlato di fine del modello sociale europeo.

    “Io conosco bene la tradizione del nostro Welfare nato dal volontariato religioso, i nostri “santi sociali” come Don Bosco. Su quella storia s’innestò un sogno nordico, di un Welfare ricco capace di accompagnarci per tutta la vita nelle situazioni di bisogno. Oggi il colpo di grazia a quel Welfare gliel’ha dato il debito, che trasferisce oneri sulle future generazioni e quindi è il contrario dell’equità. La crisi finanziaria ha frantumato quel sogno importato dal modello nordeuropeo. Le riforme oggi dobbiamo farle non perché richieste da Bruxelles o dal Fmi, ma perché i vecchi equilibri soddisfano solo una parte della società italiana, e i giovani sono perdenti”.

    Fino a che punto questo governo tecnico si ritiene vincolato dalla concertazione, e cerca l’accordo sulle riforme con tutte le parti sociali?

    “Noi ci impegniamo nella ricerca di una soluzione condivisa, la disponibilità al dialogo è autentica. Sono pronta a cambiare opinione, per esempio sulle “associazioni in partecipazione” tra lavoratori, dove sembra prevalere l’abuso e la mancanza di tutele del lavoratore. Sarei felice di portare a casa una buona riforma del lavoro con l’accordo di tutte le parti sociali. Ma un governo tecnico guarda a tutta l’Italia, comprese quelle componenti non rappresentate dalle parti sociali. Se l’accordo non si riesce a trovare, il governo tecnico ha il dovere di andare avanti, fermo restando che l’ultima parola spetterà al Parlamento”.

    (27 febbraio 2012) © repubblica

    Post Views: 151
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteDiecimila statali si preparano alla mobilità decisa da manova Ferragosto
    Precedente Cassazione. Non può essere licenziato lavoratore che finisce in carcere
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2025 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.