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Batterio killer, sotto accusa adesso finisce l’agricoltura biologica

Lo scienziato Garattini attacca su Oggi: «Il bio si arroga meriti indebiti». Gli operatori: basta giochi al massacro

MILANO – «La contrapposizione tra prodotti biologici (per definizione buoni) e prodotti chimici (cattivi) non è basata su seri confronti ed evidenze scientifiche» Era uscita martedì’ mattina l’anticipazione dell’intervista a Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, sul settimanale Oggi in edicola mercoledì. Dove lo scienziato prendeva spunto dal caso del batterio killer che ha mietuto vittime in Germania e in altri Paesi e aggiungeva: «Forse non è una coincidenza o un caso che il prodotto fosse ‘biologico’. Senza voler condannare nessuno, questi prodotti ‘biologici’, che si giovano solo di sostanze naturali, si arrogano meriti spesso indebiti. Sono infatti i produttori coloro che garantiscono la purezza dei prodotti e quindi la salute, mettendoli in contrapposizione con i prodotti industriali che invece sarebbero il frutto della chimica».

BASTA GIOCHI AL MASSACRO – «Siamo stufi di questo gioco al massacro con dichiarazioni fondate sul nulla, la sicurezza alimentare è in cima alla nostra attenzione e non possiamo accettare che affermazioni fondate sull’ignoranza continuino a provocare ingiustificati allarmi e criminalizzazione di un intero settore». Così ha reagito Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab) all’intervento di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di scienze farmacologiche Mario Negri, in merito alla sicurezza dei cibi bio e all’allarme E. coli. «L’intervento di Garattini getta pesanti dubbi sull’autorevolezza del direttore dell’Istituto Mario Negri e sulla presunta scientificitá delle sue affermazioni. Ci riserviamo – avverte il presidente – di avviare azioni legali rispetto ad affermazioni irresponsabili come quelle del signor Garattini».

DUE IN GRAVI CONDIZIONI – Intanto in Francia, un’altra persona, una donna di 72 anni, è stata ricoverata martedì all’ospedale di Bordeaux, portando a dieci i casi di intossicazione da batterio E.coli nella città sulla costa atlantica. Intanto lo stato di salute di due persone già ricoverate nei giorni scorsi si è aggravato, riferiscono le autorità sanitarie. La donna ricoverata mercoledì, il cui stato di salute è considerato comunque non grave, ha consumato a sua volta germogli, così come gli altri malati, trasferiti d’urgenza in ospedale con diarree emorragiche dopo aver mangiato zuppe di germogli durante una festa in un centro di divertimenti per l’infanzia di Begles. Un’inchiesta è stata aperta su questi casi dall’Istituto di nazionale di sorveglianza sanitaria. Sulle dieci persone intossicate dal batterio, otto presentano anche sintomi dell’insufficienza renale. Nelle ultime ore si è andato aggravando lo stato di salute di due donne, di 65 e 78 anni, che sono state trasferite nel reparto rianimazione. Gli altri sei pazienti, due uomini e quattro donne, presentano invece condizioni di salute stabili. Nel resto d’Europa, infine, i morti sono saliti a 48, 47 in Germania e uno in Svezia.

Corriere.it – 28 giugno 2011

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