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Belluno. «Nessun risparmio se gli ex dirigenti restano nell’Usl Dolomiti». Critiche per gli incarichi affidati a Pavan e Modolo. «L’unificazione doveva portare soldi al territorio»

Dov’è il risparmio nel passaggio da due Usl a una soltanto? Se lo chiedono i sindacati e in particolare la Fp Cgil con il segretario Gianluigi Della Giacoma, dopo che gli ex dirigenti amministrativo e del sociale della vecchia azienda feltrina non torneranno alle loro Usl di provenienza, ma rimarranno l’uno per sei mesi e l’altro per un anno intero all’interno della nuova Usl Dolomiti.

Paolo Pavan, ex direttore amministrativo e Mario Modolo ex dirigente del sociale, con l’unificazione delle due aziende sanitarie, avrebbero perso i loro incarichi, tornando alle Usl di provenienza, rispettivamente l’Usl 10 di San Dona di Piave e la 15 di Cittadella. Aziende da cui erano stati dati in “comando” a Belluno. «Avrebbero potuto tornare alle loro aziende originarie», precisa Della Giacoma, «eliminando dalla nostra Usi 1 Dolomiti i costi per i loro compensi, invece la direzione generale ha preferito tenere i due professionisti, affidando loro anche dei compiti che a nostro avviso vanno a sovrapporsi a quelli attualmente rivestiti dalla dirigente amministrativa Zatta e da altri ambiti quali Personale, Affari generali che hanno già dei loro direttori».

«Qui non si mettono in dubbio le competenze e le capacità di Pavan e Modolo», ci tiene a precisare il segretario della Fp Cgil, «ma contestiamo il fatto che quei risparmi che dovevano seguire all’unificazione, se si mantiene tutto come prima, non ci saranno. E quindi si evidenzia una volta di più che i soldi che dovevano arrivare dalla razionalizzazione e che pensavamo fossero impiegati per il personale del comparto e per il territorio, invece non ci sono».

Pavan, per sei mesi, avrà l’incarico di coordinare a livello provinciale le funzioni relative ai Servizi Personale, Affari generali e legali e Convenzioni. Dovrà inoltre “coordinare anche tutte le procedure amministrative attinenti alla chiusura dell’Usl 2 di Feltre predisponendo il bilancio di esercizio e chiudendo il budget 2016, favorendo l’integrazione dei processi aziendali, in particolare revisionando i principali regolamenti. Inoltre avrà anche gli incarichi di direttore dell’unità operativa complessa di Servizio controllo di gestione di Belluno e responsabile dell’unità semplice di servizio controllo di gestione di Peltre. La sua sede sarà quella dell’Usl 1 Dolomiti a Belluno”.

Modolo, cosi come richiesto anche dalla Conferenza dei sindaci dell’ex Usi 2, avrà l’incarico di coordinare le attività sociali e socio-sanitarie della sede di Feltre, su delega del direttore dei servizi sociali Dei Tos nel cui staff entrerà a far parte. Inoltre, “coordinerà tutte le attività della parte sociale del distretto tra cui il bilancio preventivo e consuntivo e il piano di zona, coordinerà le attività della Centrale operativa territoriale, revisionerà i principali regolamenti aziendali e farà da raccordo con gli atti organizzativi della Conferenza dei sindaci, armonizzando le eventuali specificità territoriali”.

«Quanto tempo dureranno questi incarichi? Il tempo che si legge in delibera? Se il direttore generale avesse iniziato a organizzare l’unificazione delle Usl un anno fa come avevamo sollecitato a suo tempo, forse ora avremmo realmente dei risparmi», conclude il sindacalista.

8 gennaio 2017 – Il Corriere delle Alpi 

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