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Belluno. Reti elettriche, l’orso Cesare «insidia» anche le api

Rete elettrica per difendere le arnie. L’Sos degli allevatori: «Stiamo selezionando una specie autoctona, le regine non vanno disturbate»

Anche gli alveari possono solleticare l’appetito degli orsi. Giusto un paio di giorni fa, la polizia provinciale di Belluno ha prestato delle «recinzioni elettriche » a due apicoltori, padre e figlio, di Cesiomaggiore, che stanno allevando «api regine autoctone ». Al momento, secondo quanto riferisce la polizia di palazzo Piloni, il territorio bellunese è attraversato da due orsi. Uno dei due è quasi certamente quello «battezzato» col nome di Cesare, in codice MJ4, comparso per la prima volta a Castellavazzo. Lì, a marzo di un anno fa, la polizia provinciale aveva posizionato una fotocamera. Cesare era stato ripreso di notte mentre, da provetto scalatore, si inerpicava su una ripida parte. Lo stesso animale è stato avvistato ad Auronzo qualche settimana fa. Dai rilievi degli ultimi anni pare probabile che, prima o poi, Cesare possa decidere di tornare in Trentino. Seguirà quella che è stata ribattezzata «la via degli orsi »: passaggio in Val di Canzoi, attraversamento dell’alto Feltrino e su fino a perdersi in Trentino. Intanto però Mario e Luciano Solagna, apicoltori di Pez (comune di Cesiomaggiore), hanno deciso di richiedere in prestito una recinzione elettrica perché le loro api, come capitato ai colleghi in altre zone, non siano disturbate da orsi di passaggio in Val di Canzoi. «Il nostro apiario è composto da una decina di alveari – racconta Luciano Solagna -. Se passasse l’orso certo non le distruggerebbe tutte, ma preferiamo non ne tocchi nessuna. Stiamo sperimentando una sorta di allevamento di api regine selezionate per la fecondazione, una specie che sia la più autoctona possibile. Quindi bisogna che per i primi tempi siano lasciate in pace ». Per la polizia provinciale parla Franco De Bon: «Ci siamo attivati con le poche risorse cui disponiamo per proteggere le attività “a rischio”. Una volta si recintavano le galline, adesso bisogna fare lo stesso con le api». Federica FantFederica Fant

25 giugno 2012

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