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Bilancio preventivo Inps in profondo rosso: -6 milioni. Negli ultimi sei anni i risultati economici negativi dell’Inps hanno dissolto il patrimonio dell’Istituto

di Claudio Testuzza. L’Inps, con il bilancio di previsione per il 2017 inviato dal presidente dell’Istituto, Tito Boeri, al Civ, prosegue nel solco dei risultati economici negativi. Prevede, infatti, di chiudere il 2017 con un risultato economico ancora una volta negativo di ben 6.152 milioni. Il disavanzo risulta in modesto miglioramento, di circa 1.498 milioni rispetto alle previsioni assestate per il 2016. Ma alla fine dell’esercizio 2017 l’Inps indica , invece, un disavanzo patrimoniale di 7.863 milioni, con un peggioramento di 6.129 milioni rispetto al 2016.

Negli ultimi sei anni i risultati economici negativi dell’Inps hanno dissolto il patrimonio dell’Istituto portandolo da un attivo di + 41,2 miliardi del 2011 a un passivo previsto di -7,8 miliardi per la fine del 2017 ! Le entrate complessive sono stimate in 405.210 milioni, quelle contributive in 219.287 milioni con un incremento di 720 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2016. Le uscite complessive sono stimate in 411.762 milioni. Tra le uscite correnti quelle per prestazioni pensionistiche sono previste in 275.316 milioni, con un incremento di 2.775 milioni rispetto alle previsioni aggiornate per il 2016. Anche le prestazioni temporanee sono previste in crescita ( 37.226 milioni con un incremento di 760 milioni rispetto alle previsioni aggiornate 2016 ). Le spese di funzionamento dell’ Inps sono state stimate in 4.152 milioni al netto dei trasferimenti allo Stato dei risparmi di spesa che, in base alle varie disposizioni legislative per l’anno 2017, si attestano a 741 milioni. A questi trasferimenti vanno aggiunti 50 milioni per interessi attivi indisponibili della gestione del credito e welfare. Le spese di funzionamento sono sostanzialmente stabili rispetto al 2016, ma cambia la composizione: diminuiscono le spese correnti e aumentano quelle in conto capitale.

Dalle tabelle della relazione di Boeri al bilancio emerge che il disavanzo patrimoniale è trainato dalle gestioni dei coltivatori diretti ( -90,4 miliardi ), degli artigiani ( -65,9 miliardi ) e degli ex dirigenti di azienda industriale ( -42,4 miliardi ). Comparti che in questi anni hanno avuto un calo di contribuenti e un aumento delle pensioni oltre a regole nel passato particolarmente vantaggiose per l’accesso alla pensione. Per i lavoratori dipendenti la stretta sull’accesso alla pensione ha comportato una riduzione del disavanzo patrimoniale da 40,8 mld nel 2016 a 32,1. Per questo fondo il risultato economico di esercizio nel 2017 è previsto in positivo per 8,6 miliardi. Per la gestione dei parasubordinati è atteso un risultato economico positivo per 6,6 miliardi che dovrebbe portare l’attivo patrimoniale della gestione a 117,5 miliardi. Le previsioni sono coerenti con lo scenario macroeconomico validato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio e con il quadro normativo al 31 agosto 2016, dunque precedente all’approvazione della Legge di Bilancio. I trasferimenti dal Bilancio dello Stato di parte corrente vengono stimati in 107,3 miliardi, con un incremento previsto di 2 miliardi, mentre i trasferimenti in conto capitale, valutati in 2,2 miliardi, quali anticipazioni di bilancio a favore delle gestioni deficitarie, si riducono di 6 mdl Che i conti dell’Inps andassero male è cosa nota, ma desta preoccupazione che siano addirittura in peggioramento, soprattutto dopo che l’Istituto ha inglobato anche le gestioni previdenziali di Inpdap e Enpals. Peraltro, come rilevato in passato dallo stesso Civ, non sono ancora intervenute le soluzioni legislative dallo stesso auspicate per conseguire gli equilibri di bilancio di tutti i Fondi e le Gestioni previdenziali amministrate dall’Inps aventi un trend negativo. Peraltro l’Inps, in applicazione delle numerose disposizioni legislative emanate negli ultimi anni, sta continuando ad effettuare tagli alle proprie spese di funzionamento da riversare al bilancio dello Stato. E i tagli sono di pregiudizio alla funzionalità dell’Istituto e incidono sulla qualità dei servizi erogati.

Il Sole 24 Ore sanità – 29 dicembre 2016 

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