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Bimbo ucciso dai cani a Mascalucia, si cerca la verità nelle riprese delle telecamere. Sequestrati video di sorveglianza della zona per verificare il racconto della madre

Mascalucia. E’ ancora in stato di choc Stefania Crisafulli, veterinaria, la mamma 34enne del piccolo Giorgio, il bambino di 18 mesi morto martedì scorso dopo essere stato aggredito dal suo cane, un dogo argentino di 3 anni. La donna, che fino a oggi si è avvalsa della facoltà di non rispondere alle domande dei carabinieri e del Pm, fa sapere, tramite il suo legale, l’avvocato Fabio Cantarella, che è pronta a farsi sentire dagli inquirenti non appena le sue condizioni di salute miglioreranno. La mamma resta indagata per abbandono del minore come stabilito dall’articolo 591 del codice penale.

Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, che proprio ieri hanno eseguito un sopralluogo nella villetta di via del Bosco e acquisito le riprese di alcune telecamere di sicurezza, che sono state affidate all’analisi dei Ris dell’Arma di Messina, ma che, secondo quanto si è appreso, non sarebbero visibili. Non è escluso che per questo la Procura richieda un esame tecnico sui filmati, attraverso un atto irripetibile come un incidente probatorio.

La donna nei giorni scorsi ha smentito, sempre tramite il suo legale, la prima versione dei fatti trapelata subito dopo l’incidente, secondo la quale il bambino era rimasto solo per qualche momento in giardino a giocare quando i cani si sono avventati contro di lui. La donna ha, invece, raccontato che al momento dell’aggressione teneva il figlio per mano e ha cercato in ogni modo di salvarlo dalla furia del molosso. «Stefania – spiega l’avvocato Cantarella – è ancora molto scossa come è facilmente comprensibile in una situazione del genere. Le ferite stanno guarendo e non appena si rimetterà del tutto chiederemo di essere sentiti dal magistrato. Il legale e l’intera famiglia vogliono ribadire, inoltre, che decideranno di parlare con i mezzi di informazione solo dopo che l’indagata avrà risposto alle domande del pubblico ministero».

Per quanto riguarda i cani protagonisti della tragedia, sul loro futuro si esprimerà il magistrato. Resteranno per una settimana al canile di Nicolosi, dove si trovano dal giorno della tragedia su disposizione del vicesindaco Cantarella in raccordo con l’Asp di Catania e la Procura. Su Asia e Macchia, i due dogo argentini di 3 e 8 anni, di proprietà dei coniugi Bonarrigo, occorrerà fare delle verifiche per stabilire se hanno la rabbia e possono trasmetterla. Tre le ipotesi: la prima è l’abbattimento; la seconda quella di essere affidati a un centro di riabilitazione. Non si esclude, comunque, che possa essere deciso di mantenerli in vita in un centro. Tutto dipenderà da come reagiranno gli animali. «Devono passare dieci giorni, un normale periodo di osservazione antirabbica», spiega Salvatore Rubbino, uno dei veterinari dell’Asp di Catania che stanno seguendo il caso. Per il momento, gli animali restano in isolamento nel canile e solo la prossima settimana sarà sciolta la prognosi.

Conferito l’incarico da parte del pm, Fabrizio Aliotta, al consulente che effettuerà oggi l’autopsia sul corpo del piccolo Giorgio.

Sul web intanto impazzano decine commenti sulle foto dei cani postate sui siti di informazione e sui social. Molti si schierano dalla parte dei genitori comprendendo questa immane tragedia. Una signora scrive, rammaricandosi: “E’ evidente che i cani non sono stati neanche lavati perché hanno ancora i residui di sangue in bocca”.

La Sicilia – 19 agosto 2016

 

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