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Blue tongue, Pfas, danni da fauna selvatica. Guarda (AMP): “Sì alle mense a chilometro zero, ma la Regione sostenga anche gli agricoltori per garantire la qualità dei loro prodotti”

“La promozione della ristorazione a ‘chilometro zero’ nelle mense scolastiche e ospedaliere è un’iniziativa importante che vede la collaborazione delle categorie e degli Enti locali e statali. Ma tutto ciò non può realizzarsi senza un concreto e puntuale sostegno ad agricoltori ed allevatori. E, sotto a questo aspetto, la Regione è lacunosa”. Lo afferma in una nota la consigliera regionale della lista Alessandra Moretti Presidente Cristina Guarda “che questa mattina ha partecipato all’incontro organizzato da Coldiretti Veneto sui prodotti locali e il loro uso nella ristorazione collettiva”.

“L’inadempienza della Regione – sottolinea la consigliera – è in primis nei confronti delle richieste sostenute da molti cittadini in questi anni: dare la priorità alla qualità nei parametri per la scelta del ‘km0’, invece di puntare, negli appalti, sulla quantità, con offerte al ribasso. Su questo versante si è dovuto attendere un recente intervento dello Stato”. “Quella di oggi – commenta Guarda – è stata un’iniziativa interessante, con approfondimenti stimolanti che al tempo stesso invitano ad una riflessione più ampia. Percepisco una mancanza di coordinamento all’interno della Regione: bene ai piani per le mense ‘a chilometro zero’, bisogna però agire senza dimenticarsi della base, degli agricoltori, per garantire la produzione e la qualità degli alimenti distribuiti. E su questo versante non ci siamo. Non bastano le parole, occorre aiutare i produttori con interventi tempestivi. È una contraddizione dire di voler valorizzare il ‘km zero’ e non mettere poi gli agricoltori nelle condizioni di agire di conseguenza. In questo modo, si penalizza ogni progetto di qualità, inclusi quelli della Regione”. “Mi riferisco – continua la consigliera –alle diverse tematiche su cui gli agricoltori non riescono ad avere garanzia di soluzioni, o almeno di risposte. Ad esempio, si pensi al ritardo nell’intervento nella gestione del proliferare del virus ‘blue tongue’, quello nella regolamentazione del ristoro dai danni della fauna selvatica, o ancora la gravissima mancanza di chiarezza in merito alla tutela dei produttori che sono investiti da fenomeni di inquinamento industriale, come i Pfas, poiché gli agricoltori sono parte lesa e non colpevole. Vi sono molti ritardi nelle risposte date nei confronti del Settore primario, e questo convegno è stata un’occasione per riaprire una riflessione sull’esigenza di garantire il miglioramento dei processi produttivi ed attivare progetti coordinati di sensibilizzazione, nei confronti di bambini, giovani e genitori, rispetto alla varietà della nostra alimentazione”.

18 gennaio 2017 

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