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Bonanni: «Taglio costi politica, una presa in giro»

Gli annunci fatti dal Governo per tagliare i costi della politica? «Mi sento preso per i fondelli come tutti gli italiani»: è la risposta del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la presentazione a Roma dell’ottavo rapporto della sua confederazione sull’industria.

Per Bonanni il problema non è quello solamente della riduzione dei costi della politica, ma è anche la necessità di ridurre il numero delle amministrazioni locali. «Credo che possiamo fare a meno delle Province, se si faranno i consorzi comunali – ha dichiarato il segretario della Cisl – e lo stesso vale per le comunità montane». Bonanni ha ricordato che «il provvedimento inizialmente presentato dal ministro Tremonti per il taglio dei costi della politica era forte, benchè carente sul fronte del dimezzamento delle amministrazioni», ma «la proposta è stata fatta poi saltare».

In tre anni perso 508mila posti

Passando poi al rapporto emerge come dal 2008 a oggi nell’industria si siano persi 507.800 posti di lavoro. «Negli anni 2009 e 2010 – ha spiegato il segretario confederale Luigi Sbarra – l’industria ha ridotto progressivamente i livelli di occupazione, tuttavia in misura molto minore rispetto al calo dei volumi produttivi. Rispetto al terzo trimestre 2008, nel primo trimestre 2011 l’industria manifatturiera ha perso il 7,2% dei posti di lavoro, pari a 363mila unità, di cui 273mila lavoratori dipendenti. Nelle costruzioni l’occupazione inizia a scendere in ritardo rispetto alla manifattura tuttavia, nello stesso periodo il calo é analogo, -7,2%, pari a 145mila unità».

In calo la cassa integrazione

Quanto alla cassa integrazione, il rapporto sottolinea che nei primi sei mesi del 2011 é finalmente in calo, del 19,3%, rispetto ai primi sei mesi del 2010 ma allo stesso tempo mette in rilievo che «a giugno 2011 circa 260mila lavoratori dell’industria risultano coinvolti negli ammortizzatori sociali, di cui circa 174mila con prospettive occupazionali incerte».

Secondo la Cisl infine «esiste un legame evidente fra crescita del Pil e crescita industriale. In Italia la crescita del Pil dell’1,3% nel 2010, che fa seguito alle flessioni dei due anni precedenti (-1,3% nel 2008 e -5,2% nel 2009), é strettamente correlato alla ripresa industriale. Siamo convinti che esistano le condizioni per il proseguimento della crescita, anche a ritmi più sostenuti».

Ilsole24ore.com – 25 luglio 2011

 

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