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Bossi in trincea sulle pensioni, tensione Pdl-Lega

La “lunga estate calda” di Governo e maggioranza è proseguita anche ieri fino a tarda sera

In una giornata scandita da vertici, pre-vertici, incontri e riunioni per tentare di trovare una “sintesi” sulle misure da adottare – e varare via decreto in un Consiglio dei ministri annunciato da Silvio Berlusconi per il 18 agosto – con cui fare fronte alla crisi, raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e rilanciare la crescita.I

contenuti del pacchetto di misure anticrisi restano, però, ancora incerti, tanto da non venire illustrati neppure alle parti sociali nell’incontro con il Governo di ieri pomeriggio. All’interno della maggioranza e dello stesso Pdl la “sintesi”, che Francesco Gasparri è certo «alla fine si troverà», o la “quadra”, come preferisce chiamarla Umberto Bossi, è infatti ancora tutta da raggiungere, come conferma di fatto il sottosegretario Gianni Letta, ammettendo che si valutano «tutte le ipotesi».

Ieri sera, dopo un pre-vertice con i capigruppo del partito, il segretario Angelino Alfano aveva convocato un vertice del Pdl nella sede di via dell’Umiltà per fare il punto della situazione alla vigilia dell’attesa audizione di questa mattina di Giulio Tremonti di fronte alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato. All’incontro hanno preso parte, oltre al segretario e ai capigruppi, anche numerosi ministri, tra i quali lo stesso Tremonti. Parallelamente, però, a Palazzo Grazioli era in corso un altro vertice, tra Berlusconi, Bossi e lo stato maggiore della Lega, che ha finito col mettere in secondo piano il vertice del Pdl, abbandonato prima da Tremonti, poi dallo stesso Alfano e quindi dai capigruppo Cicchitto e Gasparri, che hanno raggiunto il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi.

È qui che resta aperto lo scontro più difficile nella maggioranza. Il terreno è quello delle pensioni, uno dei capitoli più corposi tra le misure allo studio dell’Esecutivo, su cui però il Carroccio continua a chiudere la porta in faccia a Berlusconi, bocciando al tempo stesso, su questo fronte in accordo con il premier, che non ne ha mai voluto sentire parlare, anche l’ipotesi di una patrimoniale. Ieri sera a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio si è adoperato per “ammorbidire” la posizione di Bossi, sempre più perentorio anche dopo i tentativi in tal senso dello stesso Tremonti: «Le pensioni non si toccano», ha ribadito a più riprese il leader della Lega, che ha fatto ribadire il concetto anche alla “Padania” in edicola oggi. Il quotidiano della Lega boccia, come ha chiarito il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, anche le ipotesi circolate su una qualche forma di patrimoniale. Quest’ultima è una misura che il premier non vorrebbe in nessun modo introdurre, anche se è in atto un forte pressing sia da parte dell’Esecutivo, ministro dell’Economia in testa (in compagnia di Brunetta e Sacconi), che di alcuni settori del Pdl.

A tenere in piedi la possibilità che tra le misure anticrisi ci possa essere anche una patrimoniale, magari limitata a patrimoni di una certa entità, è la levata di scudi di ieri di quanti, nel partito, da Guido Crosetto a Roberto Formigoni e Osvaldo Napoli, accusano il ministro dell’Economia e i «vetero-socialisti» presenti nel Governo e nel Pdl di volere una misura che rischia di uccidere sul nascere la crescita.

Se per trovare la quadra Berlusconi deve convincere Bossi sulle pensioni e Tremonti Berlusconi sulla patrimoniale, anche nel Pdl sembra necessario arrestare lo scontro in atto, che si sta manifestando in modo sempre più evidente. «C’è troppo “socialismo ancién regime” nelle proposte economiche del Pdl», accusa Formigoni, spiegando che sono «i dogmi del Psi preautonomista ad avere troppo peso e spazio nel Pdl e a portarci spesso fuoristrada». Sempre Tremonti nel mirino, anche nelle parole di Crosetto, che vede una «dominanza di visione socialista che pervade le persone che attualmente stanno facendo le proposte economiche per il Governo, che non si confrontano con l’anima liberale del Pdl». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Napoli, che confermano però la dimensione dello scontro interno al partito. Il tutto in un momento in cui la necessità di coesione, anche ricercando intese con il Terzo polo per puntellare la maggioranza, sembra essere più che mai vitale.

ilsole24ore.com – 11 agosto 2011

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