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Bracconaggio. Tutela del lupo, interrogazione della senatrice Cirinnà (Pd) ai ministri dell’Ambiente, Agricoltura e Salute. D’accordo il Movimento 5 Stelle

Il governo si impegni per difendere lupi e canidi dalle azioni di bracconaggio, specialmente in Toscana dove, sostiene il Movimento 5 Stelle, per questi animali è più alto il rischio di cadere vittime delle fucilate dei bracconieri. A chiedere che l’esecutivo vigili con maggior vigore sono cinque deputati del M5S, in una interrogazione ai ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti, delle Politiche agricole Maurizio Martina e della Salute Beatrice Lorenzin.

Gli attacchi di lupi e canidi alle greggi di pecore, accusano i parlamentari pentastellati, sono solo un pretesto: «numerose – affermano – sono le pressioni da parte di rappresentanti del mondo allevatoriale e di politici, in particolare dalla Toscana, ma non solo, per ottenere deroghe alla direttiva europea `Habitat´ e poter definire quote di abbattimento di lupi o modificare la normativa Ue che tutela questi animali».

Inoltre, insistono i deputati M5S citando i dati del progetto Life Medwolf, la percentuale del patrimonio zootecnico ovino colpito dalle predazioni nel 2014 è di appena lo 0,3 per cento ed è un fenomeno che si deve inquadrare nell’ambito di una presenza naturale del lupo sul territorio italiano, «tornata a crescere spontaneamente per le misure di tutela e di buona gestione ambientale in tutta Europa, come attestato dalla Commissione Ue». E i lupi, presenti con circa 800 esemplari in Italia, sono catalogati dall’Ue nella categoria `Vu´, ossia vulnerabile.

Inoltre, sempre secondo Life Medwolf, «sul territorio toscano interessato, una buona parte delle predazioni – sottolineano i deputati M5S – è messa in atto da cani mal gestiti e tra le aziende zootecniche che hanno subito predazioni nel 2014 il 98 per cento non è sorvegliato dal pastore, l’85 per cento non ha recinti anti predatore, il 57 per cento non ha cani da guardia, il 41 per cento ha solo 2 cani ogni 500 pecore». Il lupo, ricordano i parlamentari M5S, è inserito tra le specie particolarmente protette secondo le norme approvate nel 1992, e secondo quelle dalla direttiva comunitaria `Habitat´, recepita in Italia con decreto presidenziale nel 1997, poi modificato e integrato con un altro decreto del 2003.

Il cane, «e di conseguenza tutti gli `ibridi´ successivi fino alla quarta generazione, è tutelato da una legge del 1991 che ne vietata l’uccisione `se non per elencati e comprovati motivi´, attraverso l’eutanasia». Già nel febbraio dello scorso anno, ricordano i parlamentari M5S, la Commissione europea ha espresso la sua preoccupazione considerando le azioni nei confronti dei lupi «una minaccia per la salute dell’ambiente naturale, ed in particolare per gli obiettivi della direttiva Habitat e del primo obiettivo della strategia dell’Ue per la biodiversità».

Nei giorni scorsi la senatrice del Pd Monica Cirinnà ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata ai Ministri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle Politiche agricole alimentari e forestali e della Salute sulla tutela del lupo. La Cirinnà ricorda ai ministri competenti gli “impegni” che il nostro ordinamento ha preso con i lupi non solo recependo la direttiva Habitat ma anche con altre leggi, e si dice allarmata sia dall’incremento degli atti di bracconaggio di questi ultimi tempi che dalle pressioni di allevatori e politici per ottenere deroghe al sistema di tutele per la fauna protetta. Su 24zampe di tutela del lupo abbiamo parlato più volte, tra cui qui (raccontando il progetto coordinato da Almo Nature di regalare cani pastori maremmani abruzzesi agli allevatori da contrapporre ai lupi, nella fotoalmo-nature), qui (con l’allarme degli allevatori di AdiAlpi) e qui (cattura in Toscana di una femmina di ibrido lupo-cane).

Ecco il testo dell’interrogazione Atto n. 4-04540, pubblicato il 22 settembre 2015, nella seduta n. 509.

Ai Ministri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle Politiche agricole alimentari e forestali e della Salute, premesso che:

l’articolo 1, comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, stabilisce che “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”; inoltre, l’articolo 2, comma 1, lettera a), riconosce il lupo (Canis lupus) tra le specie di mammiferi “particolarmente protette”; l’articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, recante “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche”, meglio conosciuta come direttiva “Habitat”, classifica il lupo tra le specie animali che richiedono una “protezione rigorosa” e vieta il: “catturare o uccidere esemplari di tali specie nell’ambiente naturale; perturbare tali specie, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l’ibernazione, lo svernamento e la migrazione; distruggere o raccogliere le uova e i nidi nell’ambiente naturale; danneggiare o distruggere i siti di riproduzione o le aree di sosta”.

La legge quadro 14 agosto 1991, n. 281, in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, dopo aver disposto, all’articolo 1, che «Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudelta’ contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente», al successivo articolo 2, comma 6, stabilisce che i cani ricoverati in canili e rifugi per cani «possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosita’»; considerato che: il fenomeno degli attacchi alle greggi da parte di lupi e canidi e’ sovente indicato come motivo per abbattere esemplari delle specie. Infatti, negli ultimi tempi si e’ registrato un aumento degli atti di bracconaggio ai danni di lupi ed ibridi lupo-cane, ben oltre quanto evidenziato dai ritrovamenti di carcasse esposte a scopo intimidatorio; a cio’ si aggiunga che numerose sono le pressioni di rappresentanti del mondo allevatoriale e politico per ottenere deroghe alla direttiva «Habitat» al fine di ottenere quote di abbattimento di lupi, nonché modifiche alla normativa dell’Unione europea in materia.

Secondo quanto risulterebbe all’interrogante, a seguito di segnalazioni anche da parte dell’Unione zoologica italiana, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare starebbe valutando l’abbattimento di quote di lupi; i danni da predazione, da parte di lupi ed ibridi, sono da riferire alla naturale presenza sul territorio della specie lupo, anche in ragione del fatto che quest’ultima e’ tornata a crescere spontaneamente per effetto delle misure di tutela e di buona gestione ambientale adottate in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, come evidenziato dalla Commissione europea nel documento «Carnivore key actions for large populations in Europe» (sezione III, parte I, paragrafo 1.1) del gennaio 2015; inoltre, la Commissione europea stima in circa 800 esemplari la popolazione di lupi presente nel territorio della Repubblica ed include la specie nella categoria VU (vulnerabile); secondo quanto rilevato nell’ambito del progetto «LIFE Medwolf» (LIFE11 NAT/IT/069), condotto sul territorio toscano, la maggioranza degli atti di aggressione sarebbero da imputare alla cattiva gestione dei cani. Infatti, secondo quanto evidenziato dal progetto, tra le aziende toscane che hanno subito predazioni nel 2014, il 98 per cento non e’ sorvegliato dal pastore, l’85 per cento non presenta recinzioni per prevenire l’attacco da parte di predatori, il 57 per cento non ha cani da guardia e, infine, il 41 per cento ha solo 2 cani ogni 500 pecore.

Il medesimo progetto indica, sulla base del registro ufficiale delle predazioni, in appena lo 0,3 per cento la percentuale del patrimonio zootecnico ovino colpito dalle predazioni nel 2014; l’11 aprile 2014, la Commissione europea ha espresso, in risposta all’interrogazione parlamentare E-002258-14 presentata dall’on. Andrea Zanoni, la sua preoccupazione qualificando le azioni nei confronti di esemplari di lupo appenninico (Canis lupus italicus) come “una minaccia per la salute dell’ambiente naturale, in particolare per il conseguimento degli obiettivi della direttiva «Habitat» e del primo obiettivo della strategia dell’UE per la biodiversità”, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo in merito alle richieste di deroghe alla direttiva «Habitat» finalizzate alla determinazione di eventuali quote di lupi abbattibili; quali iniziative intendano intraprendere al fine di garantire la tutela dei lupi e degli ibridi lupo-cane, nonché al fine di impedire azioni di bracconaggio ai loro danni.

(Asca) da 24zampe – 28 settembre 2015 

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