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Veneto. Caccia in deroga. C’è il sì dei giudici costituzionali

SENTENZA. La Corte: «Se voleva, Roma poteva solo annullare tutto» Dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la delibera della Regione: Stival festeggia

La caccia in deroga in Veneto passa anche l’esame della Corte costituzionale, per un semplice motivo: il ricorso presentato dal Governo contro la delibera regionale per la stagione venatoria di un anno fa, quella del 2010-2011, era inammissibile. È stata depositata ieri la sentenza della Consulta che fa festeggiare definitivamente i cacciatori veneti e in questo caso mette d’accordo anche i due grandi litiganti Lega-Federcaccia e Pdl-Confavi.

ROMA HA SBAGLIATO PROVVEDIMENTO. In realtà, va detto, la Corte si è limitata a dare ragione al Veneto per un motivo piuttosto banale: lo Stato non doveva ricorrere a lei, sostenendo che c’era un conflitto di attribuzione di poteri, visto che neppure i suoi legali hanno contestato il potere della Regione di deliberare sulla caccia e di utilizzare la deroga prevista dalla stessa Ue. Se lo Stato sostiene invece che la Regione ha utilizzato male il suo potere di deroga, allora il Governo avrebbe dovuto utilizzare entro 2 mesi dalla delibera un altro suo potere: quello di diffidare la Regione e poi annullare la delibera stessa. Non l’ha fatto. Morale: la caccia in deroga in Veneto passa anche questo scoglio che aveva di fatto spinto lo stesso Tar, a inizio ottobre, a sospendere tutto in attesa della Consulta. E chissà, forse c’erano già voci sulla decisione finale perché, come noto, la settimana scorsa lo stesso Tar ha dato il via libera di nuovo alla caccia in deroga.

STIVAL FESTEGGIA. «Esprimo enorme soddisfazione nell’apprendere che i nostri sforzi, anche in questo caso, hanno dato buon esito a beneficio di tutto il mondo venatorio», dichiara l’assessore regionale alla caccia Daniele Stival (Lega), rimasto sotto il tiro delle critiche in questi mesi. «Ci accusavano di chissà quali misfatti. Non mi attendo scuse, ma mi auguro che tutti prendano atto del contrario: prima la decisione del Tar e ora quella della Corte costituzionale parlano chiaro e forte. Questo risultato ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa: far comprendere a livello governativo e a livello Ue la bontà delle nostre ragioni e la correttezza della nostra gestione amministrativa. Con gli europarlamentari abbiamo stabilito una strategia condivisa. Sono assolutamente convinto che lavoreremo in sintonia, per il bene della caccia e delle nostre tradizioni più radicate». Già lunedì, poi, ci sarà un incontro con la Regione Lombardia e «partirà subito una missione all’Ispra. Sappiano i nostri amici cacciatori, a qualunque associazione appartengano – chiude Stival – che non abbiamo mai smesso di combattere e che le sfide più importanti si vincono con cuore, determinazione, correttezza amministrativa, buon senso e reciproca collaborazione».

CONFAVI: «BENE COSÌ». Anche Maria Cristina Caretta, presidente Confavi, festeggia: «Confavi ha sempre sostenuto la bontà dell’operato della Regione nel garantire il diritto di cacciare in deroga, nel rispetto delle Direttive Ue e delle proprie tradizioni». Positivo anche il commento del Pdl con Dario Bond, Piergiorgio Cortelazzo e Sergio Berlato.

Il Giornale di Vicenza – 12 novembre 2011

 

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