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Cgia: «Il Veneto la regione con maggior perdita del Pil»

Con la Puglia è quello che ha perso di più: -12,3%. Lo afferma un’indagine della Cgia di Mestre, che ha messo a confronto l’entità del Pil 2010 con le previsioni luglio 2008

Assieme alla Puglia, tra le regioni italiane, è quello che ha perso di più: -12,3%. Lo afferma un’indagine della Cgia di Mestre, che ha confrontato nelle diverse regioni l’entità del Pil registrato nel 2010 con le previsioni che erano state fatte in epoca pre-crisi, nel luglio 2008. Dopo Veneto e Puglia -, che in termini assoluti hanno lasciato per “strada” 18 miliardi 408 milioni e 8 miliardi 597 milioni di euro – la classifica del “gambero” prosegue con Lombardia (-12,2%)

Pil in picchiata per il Veneto Venezia. Sono Veneto e Puglia, con un -12,3%, le regioni italiane che hanno accusato la maggior perdita del Pil imputabile alla crisi economica. Lo afferma un’indagine della Cgia di Mestre, che ha confrontato nelle diverse regioni l’12,3%entità del Pil registrato nel 2010 con le previsioni che erano state fatte in epoca pre-crisi, nel luglio 2008. Dopo Veneto e Puglia -, che in termini assoluti hanno lasciato per “strada” 18 miliardi 408 milioni e 8 miliardi 597 milioni di euro – la classifica del “gambero” prosegue con Lombardia (-12,2%) e Friuli Venezia Giulia (-11,1%).

Le regioni che meno di altre hanno risentito della crisi, secondo la Cgia, sono invece la Toscana e le Marche, entrambe con un differenziale negativo dell’,8,3%, il Molise (-7,5%), e il Trentino Alto Adige (-7%). In termini assoluti a subire la caduta di Pil più importante sono state la Lombardia (-40 miliardi), il Veneto (-18,4 mld) e il Lazio (-15,3 mld): «È indubbio – dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – che la crisi ha colpito soprattutto le regioni dove è più diffuso il comparto manifatturiero. Rispetto agli altri, il settore metalmeccanico, quello del tessile-abbigliamento, delle calzature e del legno hanno risentito della concorrenza internazionale dei paesi emergenti e della profonda trasformazione tecnologica che queste realtà produttive sono state costrette ad affrontare».

Larena.it – 26 maggio 2011

 

 

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