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Burano. Moto ondoso, famiglia di cigni in pericolo

I volontari del gruppo di Protezione civile di Burano continuano il monitoraggio del gruppo di cigni che ormai da qualche anno nidifica nelle acque dei dintorni delle isole di Burano, Mazzorbo e Torcello.

Una presenza che è divenuta quindi abituale, e con una famiglia di cigni che è stata letteralmente adottata da molti residenti che ne seguono la presenza in laguna con grande simpatia. Spesso c’è chi li nutre e soprattutto attirano l’attenzione dei bambini quando nascono i piccoli. La scorsa settimana sono stati osservati giornalmente dai volontari, e tutti i componenti della famiglia godono di buona salute, con i piccoli che sono ormai sono cresciuti pur conservando ancora il piumino grigio e dipendendo dalla protezione dei genitori. Tuttavia, l’aumentato traffico acqueo di agosto, unito alla velocità spesso sostenuta dei natanti in transito soprattutto nel canale fronte Burano e Torcello, sono causa di grande pericolo per questi animali, non riuscendo a scansare a volte in tempo le barche che li vedono all’ultimo momento, oppure che passano loro vicino a velocità troppo elevata, spaventandoli e facendoli scappare. «L’anno scorso nello stesso periodo abbiamo visto sparire i piccoli uno dopo l’altro», spiegano dalla Protezione civile. «Inoltre gli uccelli sono soliti muoversi anche all’interno dei canali più sicuri tra alle isole, dove viene loro continuamente offerto cibo di ogni genere in quantità tali che spesso questo rimane a galleggiare in acqua senza che loro riescano a finirlo, col rischio di attirare topi già fastidiosamente presenti». Il gruppo volontari di Burano fa appello al senso civico dei conduttori delle imbarcazioni affinché rispettino i limiti di velocità imposti alla navigazione in quel tratto di laguna, e alla cittadinanza chiedono maggior cautela e buon senso nell’offrire cibo ai cigni. Il problema del moto ondoso, oltretutto, era stato denunciato proprio nei giorni scorsi dagli stessi residenti delle tre isole, dal momento che ogni fine settimana è ormai diventato rischioso uscire in laguna nella zona, a bordo di piccole imbarcazioni

La Nuova Venezia – 12 agosto 2012

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