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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Cinquanta vacche morte in un pascolo piemontese. L’ipotesi è che abbiano ingerito piante di sorgo giovani che potrebbero aver sviluppato sostanze tossiche letali. Ma per la conferma si attende l’esito delle analisi dell’Izs
    Notizie ed Approfondimenti

    Cinquanta vacche morte in un pascolo piemontese. L’ipotesi è che abbiano ingerito piante di sorgo giovani che potrebbero aver sviluppato sostanze tossiche letali. Ma per la conferma si attende l’esito delle analisi dell’Izs

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati10 Agosto 2022Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Nel giro di mezz’ora cinquanta vacche al pascolo sono morte “uccise” in pochi minuti. L’ipotesi avanzata è che la causa possa essere stata l’ingestione di sorgo: il cereale considerato resistente al caldo, a causa della siccità avrebbe sviluppato alcune tossine trasformandosi in un veleno. È successo sabato mattina a Sommariva Bosco (Cuneo) all’azienda agricola di Giacomino Olivero, allevatore di bovini di razza Piemontese. Aveva portato i suoi capi (oltre 160) in un terreno di proprietà poco distante dalla stalle. “È stato uno strazio. Vedevi le vacche boccheggiare e morire” ha raccontato l’allevatore al quotidiano La Stampa e al Tgr Piemonte. Le vacche morte erano tutte gravide.

    Sono intervenuti poi il veterinario dell’azienda agricola e quello dell’Asl Cn2 oltre all’aiuto di vicini e amici che hanno permesso di salvare altri 30 capi, grazie a trattamenti intensivi e fleboclisi. Dall’Istituto zooprofilattico hanno spiegato che alcuni tipi di sorgo, se giovani, in condizioni di forte siccità possono sviluppare sostanze tossiche letali per bovini e ruminanti in genere. Il sorgo contiene glicosidi ciano-genetici e l’ibrido di questa pianta dovrebbe essere pascolato solo dopo cinque settimane o quando l’altezza della pianta è superiore a 80 cm, al fine di evitare il rischio da avvelenamento da cianuro.  Si attendono comunque le analisi in corso sulla piante ingerite dalla mandria e sulle carcasse.

    Elia Dalmasso, cuneese, da poco nominato presidente Ara Piemonte e Liguria (associazione allevatori, riunisce 6.300 aziende nelle due regioni, oltre un milione di capi di cui 300mila di bovini di razza piemontese) commenta così: “Un fatto inaspettato che ci ha colpito tutti. Gli allevatori sanno che sorgo e mais, se sotto stress idrico, possono produrre tossine: lo sa bene chi alleva vacche da latte. Nessuno però si aspettava un esito così grave”. L’allevatore ha subito un danno di circa 150mila euro. il Comune ha lanciato una sottoscrizione attraverso la parrocchia.

    La Coldiretti Cuneo spiega che sull’ipotesi di intossicazione da sorgo, pianta erbacea che le vacche stavano brucando, “si è ancora in attesa degli esami tossicologici dell’Istituto Zooprofilattico sulle carcasse degli animali: qualsiasi considerazione di natura tecnico-agronomica è prematura”. Secondo Coldiretti, “prima di giungere a considerazioni affrettate consigliamo di attendere i risultati delle analisi svolte da Istituto Zooprofilattico e Asl Cn2, specialmente per fornire eventuali indicazioni utili ad altri allevatori”. Il direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu aggiunge: “È inutile creare allarmismi, che non aiutano l’azienda agricola, e rischiano ulteriormente di abbattersi sul comparto zootecnico già duramente provato da rincari e costi di produzione”.

    Leggi il seguito Ad uccidere le vacche in provincia di Cuneo è stata l’ingestione di durrina, sostanza tossica prodotta dal sorgo nelle sue prime fasi di sviluppo. La conferma dalle indagini tossicologiche

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