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Città metropolitana veneta, Zaia divide sindaci: contrarie Venezia e Belluno

L’Anci: proposta tardiva. Orsoni: «Non si può arrivare fino a Vittorio Veneto». Ma Gobbo e Piva stanno dalla sua parte

Una città metropolitana di Venezia di cui facciano parte non solo Padova e dintorni, ma tutti i 581 comuni del Veneto. La proposta del governatore Luca Zaia per evitare di spaccare la regione, ossia di avere da una parte i favoriti della futura “Città Stato” e dall’altra i cittadini di serie B ancora più penalizzati, fa discutere i sindaci. C’è chi appoggia la proposta, chi tentenna, chi la boccia. Di certo, a due giorni dalla decisione del Governo sul riordino delle province, il dibattito si riaccende.

Approva la proposta di Zaia il collega leghista Gian Paolo Gobbo: per il sindaco di Treviso «la vera area metropolitana è la PaTreVe per le interconnessioni già esistenti e per i progetti di gestione dei servizi. Io penso a tre macroaree – dice Gobbo – La PaTreVe più Rovigo, Vicenza con Verona, Belluno. Il che di fatto coincide con l’area unica di cui parla Zaia». Non ci sarà a Treviso una convocazione del consiglio comunale per deliberare il passaggio con Venezia, come invece sta avvenendo nel padovano: «Vediamo prima cosa fa il Governo».

Si arrabbia, invece, Giorgio Dal Negro, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni veneti: «Zaia poteva pensarci prima. Certo, la responsabilità non è del governatore, ma del consiglio regionale che non ci ha ascoltato ed è arrivato a decidere di non decidere: noi avevamo proposto di salvare Treviso con pochi metri quadri in più, di puntare sulla specificità di Belluno, di unire Padova e Rovigo. Adesso andrà a finire che il Governo, il cui scopo è diminuire gli enti, farà tre enti: le due province di Vicenza e Verona, poi caccerà tutti gli altri nella città metropolitana di Venezia. L’avevamo detto ai 60 consiglieri regionali, ora vadano tutti i 60 a consolarsi in Chiesa».

La proposta di Zaia non trova sponda in Giorgio Orsoni: «Il suo è un modo elegante per dire di no alla città metropolitana – dice il sindaco di Venezia – Pensare che tutta la regione possa essere città metropolitana è una vecchia idea di alcuni ambienti e forse cerca anche di recuperare un ruolo centrale della Regione. Capisco che Zaia voglia porsi il problema del resto del territorio, ma lo deve affrontare la Regione. E, comunque, la città metropolitana di Venezia potrà portare un beneficio anche al resto del Veneto». Venezia potrebbe “annettere” Padova prima e seconda cintura urbana – dice Orsoni – e «un’appendice di Treviso, ma non certo fino a Vittorio Veneto. Bisogna partire dale relazioni esistenti, ben fotografate da uno studio dell’Ocse».

Di andare con Venezia neanche ci pensa Jacopo Massaro, sindaco di Belluno: «Non convocherei il consiglio comunale per deliberare di far parte della città metropolitana, noi siamo un territorio montano e abbiamo bisogno della nostra provincia, di un ente intermedio, soprattutto per contrastare lo strapotere dei nostri confinanti, Regioni e Province a statuto speciale». Non tutti, nel bellunese, la pensano così: il bastian contrario è Luca De Carlo, sindaco di Calalzo, fedele al programma del 2008 del Pdl che dice abolizione delle Province. «Sono l’unico che non ha difeso la Provincia di Belluno, non sono neanche andato alla manifestazione dei lumini e mi sono piovute non poche critiche addosso: il deputato Maurizio Paniz avrebbe voluto che mi cacciassero, stia tranquillo: sarà lui a essere cacciato». De Carlo non contesta la proposta di Zaia, anzi:«Diciamo che è una provocazione che serve per ridiscutere e soprattutto agire. Di certo questa architettura dello Stato nel 2012 non è più sostenibile, è troppo pesante e la pesantezza ricade sui cittadini: bisogna smantellare le istituzioni che i cittadini percepiscono come inutili, accorpare i comuni, puntare sulle macroaree».

Bruno Piva, sindaco di Rovigo, sta con Zaia: «La mossa di Padova di questi ultimi giorni di passare con Venezia mi ha sconcertato. Sembra che qualsiasi soluzione prospettata sia fatta per penalizzare Rovigo. A me – dice il sindaco – piaceva l’ipotesi di due aree metropolitane, Vicenza con Verona da una parte e la PaTreVe dall’altra. E Rovigo per quanto mi riguarda sarebbe stata più funzionale con Vicenza e Verona, avrebbe potuto costituire la loro “porta d’acqua”». E adesso? «A questo punto – sostiene Piva – direi che fare una sola città metropolitana con tutti i Comuni veneti come ha proposto Zaia, è l’unica ipotesi percorribile».

Gazzettino – 29 ottobre 2012

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