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Colloqui commerciali Usa-Ue offrono nuovo avvio settore agricolo

Si scaldano i motori in vista dell’avvio dei negoziati commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti. A fare un’analisi approfondita della situazione attuale degli scambi commerciali tra i due continenti è il sito a stelle e strisce westernfarmpress.com.

I negoziati su una Partnership Transatlantica di Commercio e Investimenti tra Stati Uniti e Unione Europea potrebbero iniziare entro la fine di giugno, stando alle dichiarazioni rilasciate, la settimana scorsa, dal vice consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Michael Froman, a margine di un incontro informale dei ministri del Commercio dell’Unione Europea. Nel 2012, i 27 paesi membri dell’Unione sono stati il maggior importatore mondiale di commodity agroalimentari, con 131 miliardi di dollari, registrando, dal 2000, un incremento del 145%. Nello stesso periodo, le esportazioni agricole degli Stati Uniti dirette verso l’Unione Europea sono ammontate a 10,1 miliardi di dollari, riportando un incremento di solo il 54%.

Nel 2012, la quota statunitense del mercato europeo e’ stata del 7%, meta’ rispetto a quella del 2000, secondo un recente rapporto del Foreign Agricultural Service, “Agricultural Exports to the European Union: Opportunities and Challenges”. Una volta, l’Unione Europea era il principale mercato degli Stati Uniti, ma e’ oggi solo il quinto maggior mercato, dietro la Cina, il Canada, il Messico e il Giappone. Nel 2012, le esportazioni statunitensi dirette verso i 27 paesi membri dell’Unione Europea, pari a 10,1 miliardi di dollari, sono state inferiori rispetto ai 13 miliardi di dollari di esportazioni dirette verso questi stessi paesi nel 1980.

Il Brasile e’ subentrato come principale fornitore dell’Unione Europea, con una quota di mercato che si stima possa essere quasi il doppio rispetto a quella degli Stati Uniti. Anche la Cina e il Cile hanno incrementato la loro quota di mercato all’interno dell’Unione Europea.

Nel 2012, l’Ucraina e’ diventata un fornitore di 5 miliardi di dollari di cereali, colza, e olio di girasole.

Nel 1980, il mais e la soia insieme costituivano il 48% delle esportazioni statunitensi dirette verso l’Unione Europea; nel 2012, la percentuale e’ scesa al 15%. La biotecnologia e’ diventata il fattore principale che impedisce gli scambi commerciali. L’Ucraina e’ il maggior fornitore di mais, e il Brasile di soia. Le esportazioni di noci sono passate dai 381 milioni di dollari del 1980, ai piu’ di 1,7 miliardi di dollari del 2012. Prodotti di largo consumo, come manzo e pollame, continuano a dover far fronte a significative questioni sanitarie e fitosanitarie, nonche’ a barriere tecniche.

Negli ultimi cinque anni, la bioenergia ha rappresentato una nota positiva. Nel 2012, le esportazioni di etanolo dirette verso i 27 paesi membri dell’Unione sono state pari a 450 milioni di dollari, il 37% delle importazioni di etanolo dell’Unione Europea, e il pellet viene valutato in 250 milioni di dollari. Le esportazioni di biocarburante sono scese in conseguenza di dazi doganali antidumping e compensativi, imposti dall’Unione Europea nel 2009. (…)

Contrariamente al calo delle esportazioni statunitensi dirette verso l’Unione Europea, nel 2012, le importazioni agricole statunitensi dall’Unione hanno raggiunto la cifra record di 16,7 miliardi di dollari, registrando un incremento del 4%, rispetto al 2011. Tra i prodotti principali si annoverano vino e birra, oli essenziali e snack.

Nel numero del 9 aprile, Amber Waves, dell’Economic Research Service del Dipartimento all’Agricoltura degli Stati Uniti, presenta un’indagine approfondita sul potenziale delle esportazioni ortofrutticole destinate all’Unione Europea, “Free-Trade Agreements: New Trade Opportunities for Horticulture”. I 27 paesi membri dell’Unione Europea hanno una popolazione complessiva di 503 milioni di abitanti e un prodotto interno lordo di 17,6 trilioni di dollari, entrambi maggiori rispetto agli Stati Uniti. Nel periodo 2009-11, le esportazioni annue di 143 diversi prodotti ortofrutticoli statunitensi dirette verso l’Unione Europea sono ammontate in media a 2,3 miliardi di dollari. L’Unione Europea ha numerosi contingenti tariffari e su molti prodotti freschi applica dazi variabili a seconda del periodo dell’anno in cui le importazioni sono in concorrenza con le forniture locali. I prodotti lavorati hanno tariffe doganali basate sulle dimensioni del container, sul contenuto di zucchero e sul prezzo d’importazione.

Nel 2009-11, cinque prodotti – mandorle sgusciate, pistacchi non sgusciati, uva sultanina e mandorle, con e senza guscio – hanno costituito quasi due terzi di tutte le esportazioni ortofrutticole statunitensi dirette verso l’Unione Europea. Solo le mandorle sono soggette a contingenti tariffari, sebbene la tassa sull’extra quota sia bassa, pari al 3,5%.

Le noci sgusciate hanno la tassazione piu’ alta, pari al 5,1%. Le esportazioni statunitensi di tutti e cinque questi prodotti potrebbero registrare un incremento, se l’Unione Europea dovesse ridurre o eliminare dazi doganali e quote.

Tra i prodotti con tariffe doganali pari o superiori al 10%, e un elevato potenziale delle esportazioni, si annoverano i pomodori preparati/conservati, alcuni succhi di frutta, cipolle essiccate, succo di pompelmo e mais dolce. Tra i prodotti soggetti a contingenti tariffari con una tassa sull’extra quota superiori al 20% vi sono: uva fresca, ciliegie, mele e succo d’arancia fresco. Guadagni significativi potrebbero registrare anche le esortazioni di prugne, frutti di bosco, e fragole. (…)

I negoziati su una Partnership Transatlantica di Commercio e Investimenti offrono a ciascuna delle controparti l’opportunita’ di avere un nuovo inizio sulle questioni agricole.

Le esportazioni e le importazioni costituiscono estensioni di catene di rifornimento multinazionali in grado di ridurre eventuali squilibri nel sistema dell’approvvigionamento, a vantaggio sia dei produttori, sia dei consumatori. Per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli, la riduzione di tariffe doganali e quote sara’ un tema centrale.

I negoziati si preannunciano complessi, ma un accordo sara’ prezioso per entrambe le parti.

[Ross Korves, portale – a cura di agra press (f)] – 15 maggio 2013

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