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Come stanno gli ospedali italiani? Dal ministero la nuova classifica

Il ministero della Salute aggiorna le rilevazioni sull’efficienza delle strutture ospedaliere delle Asl italiane. Il «Programma nazionale esiti», presentato oggi, contiene la valutazione delle attività di assistenza di tutti gli ospedali italiani, pubblici e privati accreditati.

Il Programma è gestito dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), in collaborazione con il ministero della Salute. Si tratta di un database importante che permette di avere un’immagine reale della situazione complessiva dei servizi erogati dal Servizio sanitario nazionale nel 2011.

Come funziona l’analisi
L’analisi è condotta su 42 indicatori (erano 32 nella precedente rilevazione) riferiti ad altrettante prestazioni considerate importanti dal punto di vista dei risultati che le strutture sanitarie devono avere. E dai dati raccolti emerge anche l’estrema variabilità esistente perfino all’interno di una stessa Regione, dove ci sono per alcune prestazioni strutture che hanno ottenuto risultati fino a 40 volte superiori di altre, anche geograficamente vicine a loro.

Oltre ai 42 indicatori sulle prestazioni, il Programma fornisce dati sull’ospedalizzazione di ulteriori 15 indici di ospedalizzazione (era 13 nella precedente rilevazione), il cui valore però è solo ai fini della programmazione locale e come verifica della capacità dell’assistenza sul territorio di non gravare sull’ospedale e per questo non è dato organizzato per struttura, ma per Comuni e Province. Le misure del Programma nazionale esiti sono strumenti di valutazione a supporto di programmi di auditing clinico e organizzativo che hanno come scopo il miglioramento dell’efficacia e dell’equità nel Servizio sanitario nazionale e non producono nella loro versione ufficiale – consultabile nei file allegati – classifiche, graduatorie, giudizi.

Le precauzioni statistiche
Sicurezza dei dati: il «fattore P» Mortalità a breve termine, riammissioni a breve termine, ospedalizzazioni per specifiche condizioni, procedure chirurgiche, complicanze a breve termine dopo specifici interventi, tempi di attesa: sono le variabili che il Programma nazionale esiti ha considerato nella valutazione dei dati raccolti su 57 indicatori (42 di risultato delle prestazioni, i più importanti, e 15 di ospedalizzazione, utili per il controllo della gestione dei ricoveri a livello di Comune e Provincia) , rilevati in tutte le strutture pubbliche e private di ricovero italiane. A questi è stata applicata una serie di correzioni per rendere il dato finale confrontabile, ma a fare la differenza nella qualità del dato fornito è il «fattore P». Una serie di dati viene detta statisticamente significativa se il suo valore “P” è minore o uguale a 0,05 (ovvero il 5%). Il «fattore p» misura in sostanza il rischio relativo di errore di un risultato che è considerato nullo o irrilevante quando il fattore “P” non supera il valore di 0,05 e il dato quindi può essere considerato statisticamente rilevante.

Il valore fornito nelle tabelle si riferisce poi al rischio “aggiustato”, che tiene conto delle possibili disomogeneità esistenti nelle popolazioni dovute a caratteristiche quali età, genere, gravità della patologia in studio, presenza di comorbidità croniche ecc. e che “incrociato” con il fattore P, rende i risultati tra loro confrontabili. Il confronto degli esiti nei gruppi in esame è stato effettuato dall’Agenas utilizzando il metodo della standardizzazione diretta che permette il confronto dell’esito di ciascuna struttura/area di residenza sia con una popolazione di riferimento (per esempio un pool di strutture/aree con i valori più bassi di mortalità aggiustata) che con tutte le altre strutture/aree in esame

La classifica per patologie di ospedali, province e comuni

ilsole24ore.com – 3 ottobre 2012

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