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Contenimento peste suina africana. Bando del Ministero della Salute per sperimentare un vaccino contraccettivo somministrato per via orale

Il Tempo. Il ministro Speranza va in soccorso del sindaco Gualtieri. L’obiettivo è bloccare una volta per tutte il proliferare dei cinghiali che assediano la Capitale, arginando allo stesso tempo il diffondersi della peste suina. Tre giorni fa il ministero della Salute ha pubblicato un bando per sperimentare un «contraccettivo orale» in grado di arginare la riproduzione di questi animali. Tecnicamente si tratta di un «vaccino immuno-contraccettivo». Si chiama Gonacon, ed è già utilizzato negli Stati Uniti, ma solo in versione iniettabile. Il ministero della Salute vuole autorizzarlo anche in Italia, ma ha capito che sarebbe troppo difficile e dispendioso somministrarlo in questo modo, motivo per cui si vuole trasformarlo in un farmaco assumibile per bocca.

I soldi ci sono già: mezzo milione di euro stanziati dal governo nell’ultima manovra. La finanziaria stabiliva che la sperimentazione dovesse partire entro il primo marzo. Cosa che non è avvenuta. Poi è scoppiata la peste suina che ha spinto il ministero a recuperare il tempo perduto. Nel bando del 7 giugno, firmato dal direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, Pierdavide Lecchini, si ricorda che «la recente emergenza di peste suina africana nei cinghiali selvatici» riguarda essenzialmente la Liguria, il Piemonte e, appunto, il Lazio. Ieri, proprio a Roma, sono stati scoperti due maiali infetti in un piccolo allevamento che si trova all’interno della zona rossa all’Insugherata. Tutti i capi verranno immediatamente abbattuti. A dare la notizia l’Istituto zooprofilattico attraverso l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

La soluzione contro la peste suina, secondo il ministero della Salute, non può consistere solo nell’abbattimento degli animali: «Il contenimento della popolazione dei cinghiali – si legge ancora – è una delle misure fondamentali per la prevenzione e il controllo della malattia nelle aree confinanti con le zone infette ed è opportuno individuare modalità di contenimento (quali la contraccezione) che non siano esclusivamente la selezione e la riduzione del numero tramite le attività venatorie». Il Gonacon, come spiega il ministero, è un prodotto registrato negli Usa dalla United States Environmental Protectional Agency, ma non è autorizzato come medicinale veterinario in Europa, ed è utilizzato in America per sterilizzare solo alcune specie di animali selvatici diverse dai cinghiali, come i bisonti e gli asini selvatici. Il ministero, invece, fa l’esempio del cervo dalla coda bianca. Altra specie molto diffusa in alcune regioni degli Stati Uniti. La sfida del ministero è estendere l’impiego del vaccino contraccettivo anche ai cinghiali.

«Ma dagli studi scientifici svolti sul cervo dalla coda bianca – si legge nel bando – si evince che il trattamento iniettabile su larga scala è difficilmente praticabile dati gli elevati costi in termini di risorse economiche, umane e di stress a carico degli animali». Tradotto: sarebbe troppo complicato inseguire ogni cinghiale con una siringa in mano. Da qui la decisione di effettuare studi per l’utilizzo del prodotto per via orale.

I tempi, però, sono lunghi. Si tratta di una strategia di lungo periodo. La sperimentazione non deve superare i 24 mesi. Gli enti pubblici e privati interessati hanno trenta giorni di tempo per inviare i loro progetti al ministero. Dovranno indicare anche in che modo intenderanno somministrare il Gonacon ai cinghiali selvatici. E dovranno pure allegare una relazione economica che specifichi il budget complessivo. Una commissione tecnico scientifica selezionerà i progetti migliori. La graduatoria finale verrà pubblicata sul portale del ministero della Salute. Si punta a selezionare più di un progetto. I vincitori, infatti, riceveranno un finanziamento pari ad un massimo di 250mila euro ciascuno.

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