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Convegno molluschi bivalvi a Rosolina si traccia strada innovazione

Nell’intervento al convegno di Rosolina Mare che si è tenutoi il 2 dicembre scorso, il professor Valerio Giaccone della facoltà veterinaria di Padova ha presentato i dati registrati dalle aziende sanitarie piemontesi sulla tossinfezione da biotossine algali che ha colpito i consumatori di molluschi bivalvi: ben 317 casi dallo scorso settembre, che vanno a sommarsi a quelli rilevati in altre regioni. Come fare a garantire la filiera dei molluschi: dall’allevamento alle nostre tavole? E’ il pensiero fisso che assilla ogni produttore intenzionato ad operare nel totale rispetto della normativa sanitaria, oggi unica per tutti i paesi dell’Unione Europea. Giaccone e l’esperto di molluschicoltura Fabio Borghesan hanno, poi, fornito alcune indicazioni sulle buone pratiche di allevamento e rintracciabilità. Occorre conoscere bene le esigenze della specie allevata, che cambiano dalla vongola verace al mitilo o al fasolaro, riguardanti il ciclo di vita quotidiano del mollusco, il suo livello di benessere in rapporto allo stadio di vita, l’ambiente ideale per la sua crescita. E’ pure importante sapere le caratteristiche dell’ambiente dove si intende allevare quella particolare specie di mollusco bivalve, in aree marine o lagunari, e compiere rilevazioni e monitoraggi continui in diversi punti e profondità, facendo riferimento ai dati storici. Vanno, inoltre, applicate le corrette pratiche di allevamento quali, ad esempio, il rapporto tra potenzialità dell’area e numero di soggetti allevati per metro quadro; la semina di generi adatti al sito di allevamento; come effettuare lo spostamento dei molluschi quando ciò si rende necessario per prevenire problemi di tipo sanitario, ambientale o legati alle condizioni climatiche; in che modo eseguire misurazioni, verifiche o campionature per analisi di laboratorio in autocontrollo. E’ fondamentale avere sempre la possibilità di rintracciare tutti i lotti di molluschi introdotti, allevati o commercializzati: vanno eseguite, quindi, corrette registrazioni dei lotti movimentati nell’allevamento tramite i certificati sanitari e le documentazioni previste, servendosi anche del sistema sperimentale di rintracciabilità proposto dal servizio veterinario dell’Azienda Ulss 19.

“Tale sperimentazione è stata illustrata nel corso di tre incontri con le aziende del settore, la cui interessata partecipazione- commenta il direttore del servizio veterinario di competenza Marcello Gazzetta- conferma la volontà delle imprese di molluschicoltura operanti in Polesine di approfondire al meglio tutti gli aspetti inerenti alla loro complessa attività. Non ho colto atteggiamenti di rifiuto alle proposte avanzate dall’autorità competente e dagli esperti, anzi ho raccolto molti segnali di apertura e di disponibilità al confronto ed alla crescita comune. Credo stia maturando in questo territorio, più che in altri, la consapevolezza dell’importanza dell’innovazione e la necessità di una corretta e puntuale comunicazione, strumento di crescita all’interno del settore ed elemento di trasparenza nei confronti del consumatore. Auspico che questi segnali, importanti perché sofferti e frutto di un cambiamento vero, siano opportunamente considerati da chi detiene il potere decisionale. Sono infine convinto che questa tensione dei produttori del Polesine per assicurare la massima sanità e trasparenza dei loro prodotti ai consumatori troverà dagli stessi la meritata risposta già in occasione delle prossime festività natalizie, dove come sempre i molluschi bivalvi non mancheranno di allietare le nostre tavole”.

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