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Coronavirus, addio al “modello Veneto”: la regione guidata da Luca Zaia registra il record negativo di morti ogni 100mila abitanti

Per il presidente leghista la sua regione è come una Ferrari, mentre le altre sono più simili a una Fiat 500. Peccato, però, che i dati di dicembre raccontino un’altra storia: record negativo di mortalità e maggiore occupazione dei posti letto in terapia intensiva in rapporto alla popolazione

Il Fatto quotidiano. Giornata nera in Veneto sul fronte dei decessi Covid. Nelle ultime 24 ore sono morte 191 persone, un dato che probabilmente comprende anche decessi avvenuti qualche giorno prima, ma comunque costituisce il record negativo nella contabilità della pandemia. La situazione è grave, ma ai vertici della Regione si continua a minimizzare. Un giorno da solo non basta, ma sarebbero sufficienti i dati dall’1 al il 28 dicembre in Italia per indurre i leghisti veneti a una maggiore prudenza. Invece si ostinano a negare l’evidenza, ossia l’esistenza di un “caso Veneto”. E difendono a oltranza l’eccellenza di un sistema sanitario che esegue 40mila tamponi rapidi e 20mila tamponi molecolari in un giorno, per affermare che le percentuali fornite dal ministero della Sanità sono fuorvianti e penalizzano il Veneto, che proprio perché continua a fare più tamponi delle altre regioni risulta avere un numero di infetti esageratamente superiore.

Tradotte in numero di morti ogni 100mila abitanti, queste cifre dimostrano che in Veneto se ne sono registrati 48,8. Di più che in Emilia-Romagna (39,6 decessi) e in Piemonte (circa 36). Molti di più della tanto bistrattata Lombardia che ne ha avuto 30,2 ogni 100mila abitanti, o di Toscana (26,2), Puglia (22,7), Lazio (20,6), Campania (18,08) e Sicilia (15,5).

Una prova ulteriore dell’escalation è nel numero di posti di terapie intensive occupate. Il 25 novembre, quando in Italia hanno raggiunto il punto massimo con 3.848 unità, il Veneto aveva 324 pazienti in unità critica, pari all’8,4 per cento del totale (in linea con la popolazione). Ma il 10 dicembre con 358 posti occupati su 3.291 in Italia era già al 10,9 per cento, il 20 dicembre con 342 su 2.743 totali era al 12,5 per cento, il 28 dicembre con 373 terapie intensive in Veneto su un totale di 2.565 è balzata al 14.5 per cento.

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