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Corso di veterinaria, polemica sull’utilizzo di edifici e fondi

A Malcesine Lega all’attacco: spreco di denaro pubblico i 45mila euro del Comune per finanziare una scuola di specializzazione triennale in convenzione con l’Università di Padova

La politica a suon di volantini è tornata a farsi sentire a Malcesine. Dopo la bufera che ha coinvolto maggioranza e vertici di «Malcesinepiù» fino alla revoca di Claudio Bertuzzi dalla carica di presidente dell’ente turistico, a far discutere è stata una convenzione stipulata dal Comune con la facoltà di Medicina e Veterinaria dell’università di Padova, per l’attivazione di una scuola di specializzazione a Malcesine.

«Ecco dove vanno i nostri soldi!» tuona il volantino diffuso in paese dal gruppo Lega Nord di Malcesine. Il riferimento è ai 45 mila euro deliberati a settembre 2009, che corrispondono al totale richiesto dall’Università di Padova per finanziare l’attività: una scuola di specializzazione triennale! (2009-2012) in medicina veterinaria per il diploma in «Ispezione degli alimenti di origine animale». Nella delibera si legge che il Comune «deve versare l’importo in tre soluzioni», l’ultima delle quali prevista per fine gennaio 2011, con l’impegno ad ospitare la scuola nella sala della Casermetta in castello e all’interno del palazzo dei Capitani. Un accordo di giunta che risale a due anni fa, dunque, ma che è arrivato tra capo e collo ai cittadini, per la maggior parte ignari di ospitare un corso post lauream negli edifici storici del paese. «La gente non è stata informata a dovere», ha detto Bertuzzi, responsabile della Lega, «sembra non ci siano mai soldi per migliorare altre manifestazioni a stampo turistico, mentre assistiamo ad uno spreco di denaro pubblico che ignora le urgenze del paese. È impossibile non pensare ad interessi privati, quando è noto che Sbizzera, consigliere delegato alla cultura, al bilancio e ai tributi, è lui stesso laureato in Veterinaria e insegna all’Università di Padova».

Più moderata la posizione della minoranza, che tuttavia evidenzia nella vicenda un uso personalistico della cosa pubblica. «Agevolare un tipo di turismo congressuale ci sembra positivo», ha fatto sapere Mattia Rizzardi, della lista Furioli, «ma l’evento non è stato promosso in nessun modo, cosa che ha reso l’attività autoreferenziale e senza finalità per il paese». Oltre alla spesa economica, a destare perplessità è l’utilizzo stesso del Palazzo dei Capitani, interessato da ingenti lavori di ristrutturazione fin da prima che fossero decise le date dei corsi: «Varie associazioni locali hanno fatto richiesta di poter utilizzare l’edificio, cosa che è sempre stata negata», ha proseguito Rizzardi, «mentre per la scuola di specializzazione è stata data un’agibilità parziale e temporanea ad hoc pochi giorni prima dell’inizio dei corsi, che si sono svolti a ottobre 2010. Di questo chiederemo spiegazione alla maggioranza in consiglio comunale».

Si è definito sbalordito Ferdinando Sbizzera: «Non capisco come la spesa per quest’attività possa essere definita ingente, quando a trarne beneficio è l’immagine di Malcesine per il fatto stesso di ospitare una scuola post-universitaria di tutto rispetto, supportata da una sinergia che vede insieme l’Ulss 22, la Regione Veneto, la provincia autonoma di Bolzano e l’istituto zooprofilattico delle Venezie, oltre all’università di Padova». Il consigliere di maggioranza non ha quindi risparmiato critiche nei confronti di altre manifestazioni paesane, «dai soldi investiti per i fuochi artificiali ad attività per le quali si spendono milioni di euro senza risultato».

Rimane da capire il motivo per cui l’università di Padova abbia scelto proprio Malcesine come sede per la scuola specialistica. Una prima edizione della scuola si era svolta nel triennio 2005-2008 a Caprino, sede della Comunità montana del Baldo. A quanto evidenziato da Sbizzera, membro di giunta della Comunità montana oltre che consigliere a Malcesine, «di fronte al futuro incerto delle comunità montane, in accordo con i partner coinvolti si era pensato di riproporre l’attività in altro luogo che continuasse ad essere legato al territorio gardesano; quella offerta ai piccoli Comuni di farsi ospiti di eventi culturali è un’opportunità», ha aggiunto il consigliere; «in ogni caso se di fronte ad una scelta effettuata non c’è gradimento, con la scuola di specializzazione possiamo chiudere anche domani». Cosa che non convince le controparti, dato che nella delibera non è specificato se i soldi ormai versati tornerebbero nelle casse del Comune in caso di sospensione dell’attività.

L’Arena – 5 marzo 2011

 

 

 

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