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Crescita a due cifre per la cessione del “quinto”. In sofferenza tutte le altre forme di credito al consumo

Sandra Riccio. La Bce spinge con il suo ultimo pacchetto di misure le banche della zona euro a concedere più prestiti e finanziamenti anche alle famiglie, oltre che alle imprese. Il settore del credito al consumo da noi in Italia è sofferente. Secondo l’ultimo barometro Crif, in aprile c’è stata una riduzione delle richieste da parte delle famiglie pari al 9,6% (nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati) confermando così un trend negativo nonostante i consumi invece mostrino segnali di ripresa. Si tratta del dato peggiore in assoluto dall’inizio dell’anno che nel complesso registra un calo del 7%.

Nel dettaglio, i prestiti finalizzati, quelli per un obiettivo specifico che può essere l’acquisto dell’auto o la vacanza dell’estate, hanno fatto segnare un calo del 9,5% rispetto al corrispondente mese del 2013 mentre per i prestiti personali il numero delle richieste è calato del 9,7%. L’importo medio richiesto è contenuto, poco sotto agli 8mila euro. Secondo l’Osservatorio di PrestitiOnline.it, i finanziamenti più richiesti dagli italiani nel periodo gennaio-maggio 2014 sono relativi alla ristrutturazione della casa (19,5%) e all’acquisto di un auto usata (21,8%).

Ma se il credito al consumo nel suo complesso continua ad arretrare, una particolare formula di prestiti sorprende invece con rialzi a due cifre. In netta controtendenza si muove, infatti, la Cessione del quinto dello stipendio. “Inventata” in Italia negli anni ’50 a favore dei dipendenti statali, nel tempo poi è stata estesa anche ai dipendenti privati e successivamente ai pensionati. Prevede la restituzione del credito direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Negli ultimi sei mesi le richieste di Cessione del quinto sono state più di un quarto delle domande di prestito presentate in Italia: 10 punti percentuali in più rispetto a due anni fa. Secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it questo tipo di finanziamenti rappresenta ormai il 26,8% del totale (erano il 16,4% a maggio 2012). Il dato arriva dall’analisi di oltre 40.000 richieste presentate fra novembre 2013 e aprile 2014.

Perché questo boom? «La Cessione sta crescendo perché per sua natura trova meno filtri allo sportello di altre forme di finanziamento – spiega Mario Giordano, amministratore delegato di Ibl Banca, leader tra gli operatori di questo mercato -. La forza di questo particolare strumento sta nella garanzia della presenza dello stipendio quindi viene erogato con più facilità dalle banche».

La quota di richieste che vanno a buon fine è alta. «Se ci sono i numeri, l’approvazione arriva nel 90% dei casi» spiega Giordano. In tempi ridotti, intorno ai 20 giorni dalla prima pratica.

Sul mercato ci sono molti operatori, scegliere quello giusto non è semplice. La regola d’oro è di rivolgersi a più realtà per un preventivo: la differenza di costi può far risparmiare anche un paio di punti di interesse. Su un’operazione a 10 anni significa un risparmio di diverse centinaia di euro. Per fare un esempio, per un importo di 20mila euro da pagare in dieci anni, la rata di Ibl Banca sarà di 241 euro, quella di Findomestic di 252 e quella di Banca Marche di 299 euro (dati da Facile.it).

La Stampa – 9 giugno 2014 

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