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Giallo. Custoza, serial killer dei cani e l’insetticida fuori mercato

Ammazzate decine di animali. Esche, pericolose anche al tatto e fuori mercato dal 2006 trovate in paese. Il veleno viene usato regolarmente

VERONA — Margot è morta in mezzora. E’ morta cercando di respirare, Margot. Ma la sua fame d’aria non poteva essere placata, perché Margot era paralizzata. Ma era assolutamente lucida. Margot è morta ammazzata. E come lei sono morti in decine. Si dice «morire come un cane». E questo era, Margot. Un cane.Ma così non dovrebbero morire neanche le bestie. Margot è stata vittima di un killer. Di un assassino seriale. Che ammazza da anni. Che lo fa seguendo un preciso modus operandi. E utilizzando sempre la stessa arma. Molto più letale, dei «soliti» bocconi avvelenati. Perché nella zona di Custoza quel killer da anni, impunito, usa un insetticida che non solo è letale quando viene mangiato. Ma è pericoloso anche se viene solamente toccato. I bocconi farciti di «Endosulfan di tipo alfa e beta» vengono da anni disseminati sulle colline. Negli spazi liberi. Ma vengono anche gettati nei giardini privati. E quello del serial killer dei cani a Custoza, rischia di diventare un giallo, anche per un altro motivo. Perché quell’insetticida, in commercio, non c’è più. E’ stato tolto dal commercio nel 2006, ma fino all’anno dopo era acquistabile solo da agricoltori che avevano l’apposito patentino con obbligo di tenerlo sotto chiave. Sempre nel 2007, quando si è ritenuto che le scorte fossero state smaltite, anche la sola detenzione è diventata reato.

Ma, evidentemente, qualcuno dalle parti di Custoza, quelle scorte non le ha finite. E le usa per avvelenare. Vengono sparsi ovunque, quei bocconi: aree frequentate da famiglie e bambini, zone private recintate, percorsi come il «Cammina Custoza» o il sentiero del Tamburino Sardo. Ma anche nella piazza del paese. Ha ammazzato decine di volte, il killer di Custoza. E non solo cani. Volpi e animali che vivono tra i campi. Di quegli avvelenamenti comincia a risentirne anche il turismo. Negli agriturismi e tra i campi ci sono meno persone che portano i loro cani. Sono state raccolte 400 firme, nella zona tra Sommacampagna e Custoza. Una petizione che, ad agosto, è stata consegnata a sindaco, polizia municipale, carabinieri, servizio veterinario dell’Usl 22. Ma niente sembra essersi mosso. E allora il padrone di Margot ha deciso di provare lui, a smuovere qualcosa. Il padrone di Margot è Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E la sua è la firma in testa a una lettera che è stata inviata al comandante provinciale dei carabinieri, al sindaco di Sommacampagna, all’assessore comunale all’Ambiente, la comandante della polizia municipale di Sommacampagna, al direttore generale dell’Usl 22, all’assessore provinciale Fabio Venturi, al senatore Bricolo e all’onorevole Martini. E anche al prefetto Perla Stancari e al procuratore capo Mario Giulio Schinaia. Si chiede alle forze dell’ordine di «attivarsi immediatamente per identificare i responsabili e per porre in atto misure di prevenzione inclusa la sorveglianza… ».

Alla Provincia e alla sezione cacciatori di «vigilare per individuare e segnalare persone e comportamenti sospetti.. », al sindaco e all’assessore «di porre in atto una campagna di dissuasione e sensibilizzazione». Insomma, di stringere il cerchio attorno all’assassino di cani. «Margot – racconta Serpelloni – è stata avvelenata nel mio giardino. Questa è una persona pericolosa. E non solo per gli animali. Agisce in modo assolutamente premeditato. Confezione le esche in modo impeccabile, rigandole. Segue sempre gli stessi percorsi. E poi è un sadico. Perché i cani muoiono soffocati, ma assolutamente consci di quello che gli sta succedendo ». Una persona che ha preso a mani nude uno di quei bocconi è rimasto intossicato. Il rischio è che quelle esche assassine prima o poi facciano del male non solo ai cani…

24 settembre 2012 – corriere.it

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