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Dal decreto fiscale entrate per 6,6 miliardi e spese per 1,4. Dal Ddl bilancio entrate per 8,5 miliardi. Taglio graduale delle detrazioni sopra 120mila euro

Il Sole 24 Ore. Dal decreto fiscale una dote da 6,6 miliardi di cui 3,6 arrivano dalla lotta all’evasione e nuovi risparmi (dal Ddl di bilancio previsti invece 8,5 miliardi di maggiori entrate di cui 5 miliardi da microtasse). Ma anche maggiori spese per 1,4 miliardi di euro. Dopo un lungo lavoro di limatura e messa a punto il decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio è quasi pronto per approdare sulla Gazzetta Ufficiale (cosa che potrebbe accadere domani). Al momento si lavora ancora alla norma di copertura con cui il Governo, come ha annunciato la scorsa settimana a Il Sole 24 Ore lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri,intende recuperare tra le poste d’entrata del Dl i 3 miliardi di maggiori entrate fiscali del 2019. Un incasso non contabilizzato al momento di definire i saldi di finanza pubblica nella Nota di aggiornamento al Def e che ora il Governo conta di recuperare per il prossimo triennio 2020-2021 riducendo gli acconti di fine novembre dal 100% al 90% degli acconti Ires, Irpef e Irap dei contribuenti in regime forfettario e di quelli soggetti agli Indici di affidabilità economica (Isa).

I maggior incassi dalla lotta all’evasione sono attesi dalla stretta sulle compensazioni. Nel complesso i tre paletti introdotti valgono oltre 1,5 miliardi. Oltre un miliardo arriverà dall’obbligo di indicazione in dichiarazione dei redditi dei crediti d’imposta e dalla possibilità di utilizzo in compensazione degli stessi crediti decorsi 10 giorni dall’invio delle denunce dei redditi al Fisco. Dal divieto di compensazione in caso di accollo del debito o di cessazione della partita Iva, l’amministrazione finanziaria stima di recuperare nel complesso altri 488 milioni. Dal contrasto all’illecita somministrazione di manodopera con l’estensione del meccanismo del reverse charge e agli omessi versamenti di ritenute fiscali tra imprese appaltatrici e subappaltatrici impiegate in opere e servizi sono attesi in tutto altri 400 milioni. Un altro miliardo nella lotta alle frodi arriverà dal settore carburanti. Si riducono da 5 giorni a sole 24 ore i tempi dalla presa in consegna dei documenti dei prodotti soggetti ad accise in regime di sospensione per evitare così i viaggi multipli certificati da un solo soggetto. Almeno 208 milioni potrebbero arrivare dal contrasto alle frodi nell’acquisto di veicoli usati acquistati in altri Stati dell’Unione europea. Così come alla stretta sui reati tributari (si veda la pagina a fianco e Il Sole 24 Ore di ieri) anche alla norma sull’utilizzo nelle indagini di polizia economico-finanziaria dei file delle fatture elettroniche non sono stati attribuiti maggiori incassi da lotta all’evasione. Sullo stesso filone si muove anche il percorso con cui le Entrate dal 2021 potranno rilasciare la dichiarazione precompilata Iva.

Tra contrasto all’evasione e stangata al settore si muove il pacchetto di norme del Titolo II del decreto fiscale sui giochi. Degli oltre 600 milioni attesi ben 498,9 milioni arriveranno da un nuovo aumento del prelievo erariale unico che porterà il Preu al 23% sulle New Slot (AwP) e al 9% sulle Videolottery (Vlt). Un prelievo che come sottolineato da Acadi (Associazione concessionari giochi pubblici) mette a rischio la stabilità del sistema.

Il decreto legge, inoltre, introduce misure di contrasto al contante che entreranno in vigore solo dal 1° luglio 2020 prevedendo una riduzione graduale del tetto da 3mila a 2mila euro fino al 2021 e a 1.000 euro solo dal 2022. Sempre dal 1° luglio prossimo decoreranno le sanzioni (30 euro più 4% della transazione) per chi rifiuta l’utilizzo del Pos e pagamenti con carte elettroniche. E questo per consentire al Governo di arrivare a una riduzione delle commissioni bancarie. Sul fronte delle spese le tre maggiori voci sono quella del fondo di garanzia per le Pmi con 700 milioni di stanziamento, il nuovo prestito ponte Alitalia di 350 milioni e altri 300 milioni per investimenti ritenuti prioritari nel settore della viabilità e dei trasporti, nonché nella riconversione energetica verso fonti rinnovabili. In manovra anche il taglio graduale delle detrazioni per i redditi oltre i 120mila euro ma non saranno toccate le detrazioni per spese sanitarie.

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