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Dalla lotta all’evasione 11,5 miliardi. Ma il bottino potrebbe crescere

La lotta all’evasione nel 2011 si chiude con un bottino vicino agli 11,5 miliardi di euro. All’Economia stanno facendo ancora i conti e per il dato definitivo si dovranno attendere ancora alcune settimane

Ma le prime indicazioni comunicate al direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, parlano di uno «sfondamento delle poste iscritte a bilancio» che, in termini di cassa, si potrebbero tradurre in un abbondante superamento della soglia record degli 11 miliardi di euro.

Se il risultato sarà confermato, negli ultimi 6 anni l’amministrazione finanziaria avrà recuperato agli evasori 48,8 miliardi di euro, passando dai 4,3 miliardi del 2006 ai 10,6 dello scorso anno e, appunto, ai potenziali 11,5 del 2011 (+167,4% in sei anni). Un miglioramento continuo che, oltre a essere frutto dell’attività di accertamento e controllo di Entrate, Guardia di Finanza, Dogane e dell’azione di recupero di Equitalia, punta sempre più alla deterrenza.

E a una maggiore emersione spontanea: «Non possiamo ancora sapere quanti di questi 11 miliardi e più – sottolinea Befera – possano essere realmente attribuiti alla tax compliance, ovvero all’adempimento spontaneo dell’obbligo fiscale da parte del contribuente, ma ci stiamo lavorando e siamo certi che saranno sempre più». D’altronde il direttore delle Entrate è certo che «il nuovo redditometro per il controllo della capacità contributiva, unito ai controlli dei movimenti bancari – sempre e comunque nel limite dei confini dettati dal rispetto della privacy – non potranno che aumentare l’effetto deterrenza e dunque il livello della tax compliance».

Agli 11,5 miliardi di euro attesi per il 2011, va aggiunta poi la stabilizzazione delle compensazioni. La stretta sull’utilizzo indebito aveva consentito lo scorso anno allo Stato di evitare uscite per 6,6 miliardi euro, facendo scendere i 28,3 miliardi delle compensazioni 2009 ai 21,7 del 2010. Un dato ormai «strutturale», dice Befera, ricordando che nel 2011 «le compensazioni registrate al 16 dicembre scorso crescono di soli 200 milioni» e dunque si attestano su 21,9 miliardi di euro.

E se per l’anno che finisce si attendono i dati finali delle tesorerie e della riscossione, ieri è stato lo stesso premier Mario Monti a comunicare al Parlamento i risultati dell’attività svolta da Entrate, Guardia di finanze, Dogane e Territorio nel 2010. La relazione del 2010 certifica dunque i 25,5 miliardi di euro incassati dalla lotta all’evasione e già più volte illustrati in diverse audizioni alle commissioni parlamentari. Ma la relazione fornisce qualche elemento in più di dettaglio. I 25,5 miliardi recuperati con gli strumenti introdotti dalle disposizioni del trennio 2008-2010 poggiano ad esempio sugli 8,1 miliardi di euro già contabilizzati nel bilancio dello Stato. Di questi 6 miliardi sono riferiti alle imposte dirette (Irpef e Ires) e indirette (su tutte l’Iva) mentre 2,1 miliardi sono entrate extratributarie (sanzioni e interessi). Lo scostamento tra gli 8,1 miliardi di entrate già a bilancio e i 10,6 registrati come incassi sta tutto nel fatto che i primi sono contabilizzati secondo la competenza e gli altri secondo un criterio di cassa.

A questi 8,1 miliardi si aggiungono 2,5 miliardi recuperati da tributi non erariali, i 6,6 miliardi di minori compensazioni, 6,4 miliardi di recupero sui contributi Inps e 1,9 miliardi con la riscossione di Equitalia.

Il trend positivo dell’azione di contrasto all’evasione negli anni è dato anche dalla maggiore imposta accertata (135 miliardi) che nel 2010 cresce ancora del 6% rispetto al 2009, a fronte di un consolidamento del numero di accertamenti che si è attestato oltre quota 768mila. A migliorare è anche la selezione effettuata a monte nel cercare gli evasori: la percentuale di positività degli accertamenti ha raggiunto una media del 96%, con percentuali del 99% nei confronti dei grandi contribuenti o del 97% su piccole imprese e professionisti. Un risultato che si traduce con la definizione per adesione o per acquiescenza di circa un terzo dei controlli sostanziali.

La relazione al Parlamento evidenzia anche i risultati della Guardia di finanza sopra la media dell’ultimo decennio: in particolare l’aumento del contrasto all’economia sommersa e la scoperta di 9mila evasori totali.

lastampa.it – 31 dicembre 2011

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