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Dalle Rosse ai colletti bianchi, Lisa l’ingegnere che valuta i dirigenti della Regione. Per la prima volta in Veneto sarà una donna a guidare l’Oiv

Per la prima volta in Veneto è una donna a guidare l’Organismo indipendente di valutazione della Regione, chiamato a misurare e giudicare prestazioni e risultati di oltre 180 dirigenti, dopo il tumultuoso finale di mandato per la terna di cui faceva parte anche Tiziano Baggio, l’allora segretario generale della Programmazione che per questo venne tacciato di conflitto d’interessi. Nulla che possa spaventare una che da ragazza stava al volante della Ferrari, come responsabile Pianificazione e Performance del brand di Maranello.

E allora: pronti, via. Lisa Zanardo, 40 anni,titolare di uno studio di consulenza d’impresa a Padova, città in cui nel 1999 è stata la prima laureata del corso di Ingegneria Chimica.

Abituata a confrontarsi con gli uomini, dunque?

«Diciamo che già da piccolina ero attratta da materie come matematica, fisica e chimica, per cui la scelta di una facoltà non troppo femminile è stata abbastanza normale per me. Allora eravamo decisamente in poche, ma nel percorso di studi noi donne non abbiamo mai avvertito alcun pregiudizio».

E sul lavoro?

«Nel nostro Veneto c’è ancora qualche difficoltà. Non tanto nelle piccole imprese di tipo familiare, dove la moglie o la sorella dell’imprenditore ha un certo potere decisionale, quanto nelle aziende più grandi, dove facciamo fatica ad arrivare ai vertici. Ma sia chiaro, più che alle quote di colore credo alle quote di merito, per cui si va avanti se si hanno le qualità e le competenze, indipendentemente dal fatto di essere uomini o donne».

Per questo nel 2004 la chiamarono fra le Rosse?

«Da fuori può sembrare solo un fatto di bolidi in pista. Ma dentro l’azienda è molto attenta al controllo di gestione, al presidio dei costi, alla distribuzione commerciale, all’efficienza sul cliente finale. Per me, che seguivo la pianificazione strategica ed il monitoraggio delle performance commerciali, si è trattato di un’ottima scuola manageriale».

Da presidente dell’Oiv della Regione, invece, dovrà dare i voti ai dirigenti pubblici.

«L’ho già fatto nella scorsa legislatura, da semplice componente. In queste settimane insieme ai miei due nuovi colleghi (Francesco Marcone e Mauro Martinelli, funzionari rispettivamente del ministero dell’Economia e del Comune di Belluno, ndr.) dovremo proprio chiudere la valutazione del 2015. Ma per me che mi occupo di organizzazione interna, personale, controllo dei costi e di gestione, non cambia poi molto. Anche se nei Paesi anglosassoni la cultura della valutazione è diffusa ed accettata ormai da decenni, mentre da noi c’è stato bisogno di una spinta normativa con la legge Brunetta del 2009, devo dire che pubblico e privato sono sempre più vicini nel misurare le performance rispetto ai risultati».

Anche in Veneto?

«Sì. Questa è stata una delle primissime Regioni a recepire, ancora nel 2011, la nuova normativa. Questo vuol dire che già da quattro anni concetti come meritocrazia, pubblicazione degli atti e trasparenza sono considerati valori importanti, anche perché alla qualità del lavoro è agganciata la parte variabile dello stipendio».

Viste le polemiche passate, la valutazione sarà davvero indipendente?

«Questa volta noi tre componenti dell’Oiv siamo stati selezionati attraverso un bando, a cui abbiamo partecipato in 33, passando anche per il filtro del ministero della Funzione Pubblica. Faremo una valutazione una volta l’anno, con un punto di aggiornamento semestrale. Una certa quota dei giudizi sarà riservata ai dirigenti apicali, che potranno esaminare i loro sottoposti su specifici progetti, ma alla fine tutto dovrà essere validato da noi, in funzione di garanzia. La ratifica finale spetterà alla giunta, come prevede la legge».

E i dirigenti di Palazzo Balbi come la prenderanno?

«Ve lo saprò dire fra qualche mese… Ma mi pare che le buone prassi qui non manchino».

Il Corriere di Verona – 27 novembre 2015 

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