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Terremoto in Emilia, vittime, feriti, crolli. Danni anche in Veneto

Sette morti e più di cinquanta feriti, crolli di fabbricati, soprattutto case coloniche e capannoni, ma anche chiese, municipi e opere d’arte: è il bilancio (ancora provvisorio) del terremoto che ha colpito nella notte la pianura padana, con epicentro nel modenese, a pochi chilometri da Finale Emilia. Nuove scosse di 5.1 alle 15.18 e di 4.9 alle 20.01 di domenica. Danni ingentissimi nel ferrarese. Oltre tremila sfollati. Paura anche in Veneto.

La scossa più forte (5,9 gradi della scala Richter, di poco inferiore al terremoto che ha colpito L’Aquila) è avvenuta alle 4.04 del mattino ed è stata avvertita in tutto il Nord Italia, da Bologna, a Mantova a Milano e nel Veneto, e fin oltre gli Appennini, a Terni. Altre scosse di minore intensità sin sono verificate prima e dopo la scossa maggiore.

La conferma del terremoto è giunta in un primo momento dal Servizio geologico degli Stati Uniti (da questo link i primi dettagli forniti dall’Usgs sul sisma) ed è stata quindi confermata dall’Istituto nazionale. Allo stesso sito del Geological Survey americano sono arrivate conferme del terromoto anche dalla Svizzera e dalla Slovenia. Su Radio24, nei giornali radio, aggiornamenti in tempo reale sugli effetti del sisma.

Una nuova scossa di terremoto di forte intensità è stata avvertita alle 15.18 nelle zone terremotate dell’Emilia-Romagna. A Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, è crollato un’altra parte del municipio. Il sisma, durato diversi secondi, è stato avvertito anche a Bologna. La scossa è stata di magnitudo 5.1, secondo quanto si apprende dall’Istituto di Geofisica. Poco dopo la fine della riunione con Franco Gabrielli e Vasco Errani nella sala operativa allestita a Finale Emilia, nella caserma dei vigili del fuoco, è stata avvertita la nuova scossa ed è stato avvertito distintamente il rumore di macerie, conseguente ad un nuovo crollo, a una distanza di poche decine di metri.

In Veneto sono stati registrati in successione 5 eventi sismici nella provincia di Rovigo, di cui il principale delle ore 4:35 di magnitudo 4.33 con epicentro stimato nell’area a 5 km SSE di Occhiobello; 10 eventi sismici sono stati comunicati nella provincia di Verona di cui il principale delle ore 4:25 di magnitudo 3.85 con epicentro stimato nell’area a 2 km ENE di Minerbe; infine un evento sismico nella provincia di Padova delle ore 4:30 di magnitudo 4.05 con epicentro stimato nell’area a 3 km ESE di Este. Non si registrano danni gravi.
Il presidente del Veneto; Luca Zaia, si e’ messo in contatto con la Sala operativa della Protezione Civile regionale immediatamente dopo l’evento sismico e ha voluto essere tenuto costantemente informato sulla situazione, complimentandosi con la Protezione Civile regionale per la tempestivita’ e per come sta seguendo gli eventi. Al numero verde della Protezione Civile della Regione del Veneto 800 990 009 sono pervenute anche numerose chiamate di cittadini. Per quanto riguarda la rilevazione dei danni nel Veneto, sono state contattate le Prefetture del Veneto e tutte le Province. Nella provincia di Rovigo sono stati finora segnalati calcinacci caduti dalle facciate della chiese di Fiesso Umbertiano e Ficarolo e un muro di recinzione crollato.
E’ stata contattata la sala RFI che ha comunicato di aver precauzionalmente bloccato il treno Tarvisio-Roma a Ferrara; anche la linea PD-BO e’ stata interrotta per precauzione.
La chiesa di Calto registra un crollo parziale del tetto ed e’ stata dichiarata inagibile; la chiesa di Castelmassa risulta chiusa per crollo di intonaci; il comune di Gaiba registra fessurazioni in case private; la casa di cura di Castelmassa presenta fessurazione per cui e’ in corso una verifica. L’ANAS sta verificando lo stato delle strade, mentre il comune di Castagnaro comunica fessurazioni alla chiesa.
Tutte le strutture ospedaliere della Regione del Veneto non hanno riportato danni e sono pienamente funzionanti. Nessuna segnalazione al momento si registra sulle altre province venete. Per quanto riguarda l’aspetto sanitario le Centrali Operative del SUEM 118 sono state interessate da oltre 500 chiamate da parte di utenti che richiedevano informazioni. Il SUEM di Rovigo ha soccorso una decina di persone per lievi infortuni conseguenti al precipitoso abbandono delle abitazioni; ha provveduto ad evacuare un’anziana allettata da un’abitazione lesionata ed e’ intervenuto anche in provincia di Ferrara, in supporto ai mezzi locali; alcuni lievi malori si sono verificati nel centro storico di Venezia.
Il Coordinamento Regionale Emergenza Urgenza (CREU) e la Centrale di Coordinamento per le grandi emergenze di Mestre hanno immediatamente attivato un monitoraggio della situazione, mantenendo i contatti con il Servizio Emergenza Sanitaria del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. “Nel caso fosse richiesto – ha fatto presente il presidente veneto – siamo pronti in qualsiasi momento a predisporre l’invio di una colonna di soccorso sanitario nella Regione Emilia Romagna”.

Vittime e feriti

Le vittime accertate sono quattro in provincia di Ferrara e un’anziana donna morta di spavento nel bolognese. Le vittime del ferrarese sono operai in servizio nei capannoni crollati per la scossa: due a Sant’Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, e una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove è caduto il capannone di un’azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. A queste prime vittime segnalate nelle prime ore della mattina, si è purtroppo aggiunta la notizia del ritrovamento del cadavere di un quarto operaio, inizialmente segnalato come disperso. L’uome lavorava presso la Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino e il terremoto ha fatto crollare il tetto della fabbrica. La vittima stava lavorando con altri sei colleghi.

Lo sciame sismico

La scossa più forte è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un’altra di 2.9 alle 5.44. L’epicentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell’ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi. Il terremoto ha colpito tra Modena, Bologna e Ferrara.

Le zone più colpite

I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove per precauzione è stato evacuato l’ospedale. Evacuati a scopo precauzionale i pazienti più gravi e i neonati anche dall’ospedale di Mirandola.

Ingenti danni anche nel Ferrarese, dove sono stati segnalati alle forze dell’ordine e alla Protezione civile numerosi crolli di edifici storici e case coloniche.

Questa mattina molte chiese della zona colpita restano precauzionalmente chiuse, per i danni o per poter effettuare le verifiche sulla stabilità. In alcuni casi si cerca di allestire le Messe all’aperto.
Il responsabile della Protezione civile regionale, Demetrio Egidi, ha invitato chi vuole recarsi negli edifici di culto a usare la massima
cautela.

Rete autostradale ok

Buone notizie dalla rete viaria: la rete autostradale di Autostrade per l’Italia non ha subìto danni «e non si registra nessuna conseguenza per la circolazione». Subito dopo la scossa sono state attivate le
procedure di verifica dell’infrastruttura e sono stati stabiliti costanti contatti con la Protezione Civile. La prima ispezione è stata completata senza problemi, specie sull’A13 Bologna-Padova e sull’A1 Milano-Napoli tra Modena e Bologna. In giornata proseguono le verifiche tecniche.

ilsole24ore.com – 20 maggio 2012

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