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Debiti-Pa, salta tassa su sigarette elettroniche. Sì compensazioni più ampie

Il decreto sblocca debiti della Pubblica amministrazione si avvia a chiudere il confronto in commissione Bilancio per arrivare martedì nell’aula di Montecitorio.

Diverse le modifiche in pista: dall’ampliamento del patto di stabilità regionale all’estensione delle compensazioni ai ruoli emessi fino al 31 dicembre, dai vincoli sulle società in house al rendiconto allegato al Def. Il provvedimento, che scade ai primi di giugno e deve ancora passare all’esame del Senato, dovrebbe incassare il sì della Camera entro la settimana. Intanto sfuma l’ipotesi di tassare le sigarette elettroniche, le cosiddette e-cig. Mentre un emendamento apre alla “fase due” dei pagamenti con l’invito a trovare nuove risorse oltre i 40 miliardi già previsti.

No all’accisa sulle e-cig, arrivano i tagli all’editoria
Con lo stop alla tassa sulle sigarette elettroniche, arrivano i tagli all’editoria. Così la riformulazione dell’emendamento dei relatori al decreto per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione che, a copertura del patto di stabilità verticale, prevedeva l’adeguamento delle tasse sulle sigarette elettroniche a quelle per le sigarette con tabacco. Tra le coperture alternative individuate e approvate nuovi tagli all’editoria e all’8 per mille. Non passa, dunque, l’emendamento presentato venerdì scorso dai relatori – Marco Causi (Pd) e Maurizio Bernardo (Pdl) – che prevedeva l’adeguamento della tassazione delle sigarette elettroniche a quella dei tabacchi come copertura alle modifiche al patto di stabilità interno verticale.

Al via la “fase due” dei pagamenti
Una modifica ad hoc vara anche la “fase due” dei pagamenti per smaltire lo stock di debito della Pubblica amministrazione anche oltre i 40 miliardi già previsti. Un emendamento approvato dalla commissione Bilancio della Camera, stabilisce che con la prossima legge di stabilità 2014 in autunno verranno approvate le iniziative necessarie al fine di completare il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche maturati al 31 dicembre 2012. Le risorse, spiega il relatore Causi, saranno reperite attraverso adeguate operazioni finanziarie, «quindi non attraverso l’emissione di nuovo debito pubblico. La definizione operativa di questo ulteriore intervento viene rinviata alla legge di stabilità».

Le nuove modifiche: compensazioni e società in house
Tra gli emendamenti più importanti voluti dai due relatori c’è l’estensione delle compensazioni tra crediti commerciali e debiti tributari. Prevedendo da un lato che le certificazioni dei crediti siano comprensive della datazione del pagamento e, dall’altro, che siano interessati i ruoli emessi fino al 31 dicembre 2012 invece che fino al 30 aprile. Tra le altre modifiche presentate dai relatori ce ne sono altre due di rilievo. La prima riguarda le società in house – cioè società costituite da Pa per la gestione esterna di proprie attività senza ricorrere al mercato – che dovranno utilizzare prioritariamente i pagamenti incassati per riversarli a loro volta ai rispettivi creditori. Un altro emendamento, invece, introduce l’obbligo per il governo di inserire nella nota di aggiornamento del Def 2013 una relazione sull’attuazione del decreto per il rimborso dei debiti. La relazione dovrà indicare anche le altre iniziative necessarie affinché la legge di stabilità per il 2014 contenga misure per consentire lo smaltimento dei debiti delle Pa. Infine c’è anche la richiesta di ampliamento degli spazi finanziari del patto di stabilità regionale per circa 400 milioni.

Le modifiche varate: Durc e “commissariamento” degli enti locali
Tra le novità già varate la scorsa settimana al Dl 35/2013 – una decina in tutto – c’è soprattutto la modifica voluta dai relatori all’articolo 6 sul Durc in base alla quale la regolarità contributiva di un’azienda andrà effettuata con riferimento alla data di emissione della fattura o della richiesta equivalente di pagamento. Con la previsione aggiuntiva che in caso di inadempienza dell’importo spettante all’impresa sarà defalcato quanto dovuto a Inps, Inail o Cassa edile. Disco verde anche all’intervento sostitutivo dello Stato sulle Regioni e gli enti locali che non hanno chiesto gli spazi finanziari o gli anticipi di liquidità alla Cassa depositi e prestiti

13 maggio 2013

 

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